"Meno Cina, più Ticino": siamo andati al mercato delle polemiche, il video

Alcuni consiglieri comunali lo bocciano. Ma l'evento del giovedì è davvero così sradicato dal contesto locale come dipinto in una recente interrogazione?
LOCARNO - «Guardate che belli i miei borsellini. Sono fatti di sughero, prodotto tipico del Portogallo». La signora Fernanda è orgogliosa della sua bancarella. La troviamo al mercato di Locarno. Lo stesso mercato finito nel mirino di una recente interrogazione firmata dai consiglieri comunali Stefano Lappe e Orlando Bianchetti, sostenuti dall'intero gruppo PLR.
Privo di identità
"Meno Cina, più Ticino". Questo sarebbe lo slogan del testo. Un documento che andrebbe a riesumare le promesse fatte dalla Città nel maggio del 2025, in occasione di una precedente interpellanza, e mai esaudite. Il mercato cittadino, stando ai firmatari, sarebbe privo di identità. Caotico. Con prodotti esteri di bassa qualità che andrebbero a penalizzare l'artigianato ticinese.
Il nostro test
Ma l'appuntamento che ogni giovedì si tiene in Piazza Grande è davvero così triste? Tio.ch ha fatto un salto tra le bancarelle, eccezionalmente piazzate in Largo Zorzi per evitare la concomitanza con un grande evento (la Coppa del mondo di corsa d'orientamento). Diversi e contrastanti i pareri raccolti.
«Vorremmo vedere i politici al mercato»
Una simpatica signora argoviese ostenta la sua merce pardata. Esaltando quello che dovrebbe essere il rapporto con Locarno e col Film Festival. «Quella di questi politici mi sembra una polemica sterile», sostiene un mercante. La sua collega aggiunge: «Vorremmo vedere questi politici al mercato qualche volta. Il mercato lo fanno anche le persone che lo frequentano».
Mentre una donna italiana ci mostra la sua oggettistica in esposizione, tra cui spiccano dei peperoncini napoletani in metallo, un veterano ticinese dei mercati ammette: «Qui c'è poco di locale. Trovo che una scossa ci starebbe».
Le cipolle di Tropea
Si entra nella zona gastronomica. «Vendiamo solo prodotti artigianali del Ticino. Salamini e formaggini», assicura una donna accanto alla sua bancarella. Il fruttivendolo invece è schietto: «Dipende tanto dalle stagioni. Adesso in Ticino mica ci sono le cipolle di Tropea o la patata della Sila. C'è l'insalata. Ma non possiamo fare un bancone solo d'insalata». Tra i clienti c'è anche chi apostrofa i consiglieri comunali autori dell'interrogazione. Nel frattempo i politici che hanno firmato il documento propongono di agevolare il più possibile i produttori locali e la territorialità. E di fare in modo che ci sia anche dell'animazione accanto alle bancarelle. Questo nel nome della vocazione turistica di Locarno.



