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L’ASP tra rammarico e insoddisfazione per la nuova Legge sulla polizia

L’associazione richiama l’attenzione sulle «criticità irrisolte» relative alle garanzie giuridiche e ai diritti fondamentali nella riforma appena approvata.
TiPress
L’ASP tra rammarico e insoddisfazione per la nuova Legge sulla polizia
L’associazione richiama l’attenzione sulle «criticità irrisolte» relative alle garanzie giuridiche e ai diritti fondamentali nella riforma appena approvata.

BELLINZONA - L’Associazione per la difesa del servizio pubblico (ASP) ha espresso rammarico e insoddisfazione dopo l’approvazione, da parte del Gran Consiglio, della nuova Legge sulla polizia. Già nella fase preparatoria l’associazione aveva presentato una presa di posizione articolata, segnalando criticità relative alle garanzie giuridiche, al ruolo dello Stato e alla tutela dei diritti fondamentali, preoccupazioni che, secondo l’ASP, restano «in larga misura irrisolte».

L’associazione richiama, in linea con quanto sostenuto anche dal Sindacato VPOD, due principi ritenuti centrali per una legislazione in materia: «basi legali chiare e proporzionate e un orientamento verso politiche di prevenzione sociale e di prossimità». Alla luce della riforma approvata, l’ASP evidenzia diverse problematiche, tra cui la gestione cantonale delle minacce, ritenuta potenzialmente lesiva della presunzione d’innocenza e della materialità del diritto penale, e le misure relative ai cosiddetti perturbatori e alle manifestazioni, considerate suscettibili di incidere sulla libertà di espressione.

Tra i punti critici vengono inoltre citate misure preventive giudicate «troppo generiche» e prive di «adeguate garanzie», la custodia di polizia e la consegna di minori, ritenute particolarmente «lesive dei diritti», nonché una «tendenza alla militarizzazione della polizia». L’ASP rileva come alcune perplessità siano emerse anche nelle dichiarazioni del Consigliere di Stato Claudio Zali.

L’associazione esprime inoltre delusione per la bocciatura di emendamenti che avrebbero potuto introdurre correttivi su aspetti ritenuti delicati della riforma. Critiche vengono rivolte anche all’approvazione di una modifica relativa al trasporto dei detenuti, che ripristina la possibilità di affidare tale funzione a soggetti privati.

Alla luce dell’entrata in vigore della legge, l’ASP sottolinea la necessità di «monitorarne l’applicazione concreta» e di valutarne gli effetti nel tempo. L’associazione annuncia che seguirà con attenzione questa fase, con particolare riguardo alla tutela delle garanzie fondamentali, alla dignità professionale del personale e alla qualità del servizio pubblico.

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