Cerca e trova immobili
CANTONE

“Non è colpa dei pazienti”, è confermato: il 18 aprile si scenderà in piazza

La decisione dell'Alleanza per i diritti dei pazienti arriva dopo la porta chiusa da parte del Governo.
Ti-Press / Benedetto Galli
Fonte Alleanza per i diritti dei pazienti
“Non è colpa dei pazienti”, è confermato: il 18 aprile si scenderà in piazza
La decisione dell'Alleanza per i diritti dei pazienti arriva dopo la porta chiusa da parte del Governo.

BELLINZONA - L’Alleanza per i diritti dei pazienti rilancia la mobilitazione (già anticipata due settimane fa) contro la misura di risparmio, voluta dal Cantone, che dal primo aprile prevede di trasferire sui pazienti una parte dei costi delle cure a domicilio.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questo lunedì mattina, il gruppo ha annunciato una manifestazione pubblica in programma sabato 18 aprile alle ore 15.00 in Piazza Collegiata a Bellinzona.

Fabrizio Sirica, copresidente del PS Ticino, ha ripercorso gli ultimi sviluppi. A due settimane dal lancio della petizione “Non è colpa dei pazienti”, che chiede la sospensione immediata del provvedimento, sono state raccolte e consegnate oltre 20’000 firme in cinque giorni.

Nonostante ciò, il Consiglio di Stato ha confermato la propria intenzione di non sospendere la misura.

Secondo l’Alleanza, le conseguenze sarebbero rilevanti: nessun impatto sui premi di cassa malati, ma un aumento dei costi per pazienti e familiari, il rischio di ridurre i tempi delle prestazioni e una maggiore pressione sul personale infermieristico. «Si colpiscono le persone più fragili senza risolvere il problema dei costi della salute», è la posizione espressa.

L’organizzazione ha annunciato due linee di azione. Sul piano istituzionale, il capogruppo PS Ivo Durisch ha depositato un’iniziativa parlamentare urgente che sarà discussa dal Gran Consiglio nella seduta del 20 aprile, con l’obiettivo di eliminare la base legale del trasferimento dei costi. Sul fronte pubblico, è stato lanciato l’appello alla partecipazione alla manifestazione del 18 aprile.

Durante la conferenza sono intervenute anche diverse infermiere attive nelle cure a domicilio, che hanno portato esempi concreti della loro attività quotidiana. Le operatrici hanno contestato in particolare il concetto di «responsabilizzazione dei pazienti», sottolineando come le cure a domicilio rappresentino un bisogno essenziale e non una scelta.

«Nessuno sceglie di aver bisogno di assistenza per lavarsi, vestirsi o vivere con dignità», hanno evidenziato, avvertendo che un aumento dei costi potrebbe spingere alcune persone a rinunciare a cure indispensabili.

Le infermiere hanno inoltre denunciato una comunicazione insufficiente sulla misura e il rischio di un ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro, con tempi di prestazione compressi. Hanno anche messo in dubbio l’efficacia del provvedimento nel contenere i premi: le cure a domicilio sono infatti rimborsate su base forfettaria e non inciderebbero sui costi fatturati alle casse malati. Al contrario, secondo quanto riferito, potrebbe verificarsi uno spostamento verso prestazioni mediche e strutture sanitarie, con un aumento complessivo dei costi del sistema.

In conclusione è intervenuto Armando Ghilsalberti, 102 anni, seguito quotidianamente da un’infermiera a domicilio, che ha descritto le conseguenze concrete che la misura avrebbe sulla sua vita, sottolineando l’impossibilità di rinunciare a cure considerate indispensabili.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE