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CANTONE / ITALIA

Le neofite invasive non rispettano i confini

Oltre 4000 le segnalazioni in un solo anno al progetto Interreg SINTAB
Depositphotos (Dudaeva)
L'Ambrosia, una delle neofite invasive in questione.
Fonte SINTAB
Le neofite invasive non rispettano i confini
Oltre 4000 le segnalazioni in un solo anno al progetto Interreg SINTAB

CASTELNUOVO BOZZENTE - Oltre 7.800 ettari monitorati, 635 chilometri percorsi lungo le aste fluviali e circa 4.000 segnalazioni raccolte in un solo anno. Sono i numeri che chiudono il primo grande monitoraggio transfrontaliero sulle piante neofite invasive condotto nell’ambito del progetto Interreg Italia–Svizzera SINTAB. Un lavoro che ha permesso di mappare con precisione la diffusione di oltre 30 specie aliene nei bacini dei fiumi Breggia, Faloppia, Lanza, Lura e Seveso, tra le province di Como e Varese e il Canton Ticino.

L’indagine, coordinata dal capofila svizzero CSD Ingegneri SA di Lugano, rappresenta il primo tentativo strutturato di mettere in rete dati, metodi e competenze oltre confine, con un obiettivo chiaro: capire dove e come si diffondono le specie invasive che minacciano biodiversità, agricoltura e sicurezza idraulica. «Abbiamo davanti una mappa viva del territorio», spiega il direttore Luca Solcà. «Sapere esattamente dove si trovano le infestazioni è il primo passo per combatterle in modo efficace e condiviso tra i due Paesi».

Durante i rilievi sono state censite 29 specie invasive, dalle più note – come Poligono del Giappone, Ambrosia, Ailanto, Buddleja e Solidago – a presenze meno visibili ma altrettanto critiche, come Elodea canadensis nei corsi d’acqua o la rapida espansione di Spirea japonica. Ambienti fluviali e aree periurbane si confermano vere e proprie “autostrade” per la diffusione delle infestanti.

Il monitoraggio ha ribadito un dato chiave: le piante invasive non conoscono confini amministrativi. Per questo SINTAB ha adottato strumenti comuni di rilevamento e una metodologia condivisa, capace di dialogare tra normative diverse. Ora i dati raccolti verranno trasformati in mappe operative per pianificare interventi mirati e coordinati, coinvolgendo enti locali, parchi e amministrazioni sui due versanti della frontiera.

«Per il contenimento delle specie sarà fondamentale il coinvolgimento del territorio – afferma Jessica Anaïs Savoia, Project manager di SINTAB -. Sono infatti necessarie azioni tempestive ma soprattutto programmate e continuative. Nella fase di stesura dei protocolli condivisi di monitoraggio e gestione sarà decisivo il ruolo di Comuni, enti locali come il Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate (capofila di progetto) e il Parco Campo dei Fiori (altro Partner strategico) che coordinano gli interventi nei PLIS della Bevera e quello del Lanza, ma anche l’allineamento con tecniche e tempistiche di controllo e manutenzione adottate in Canton Ticino, specialmente nel Mendrisiotto, così da rendere efficaci gli interventi sui due confini».

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