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Fallimenti abusivi: «Ticino all'avanguardia rispetto ad altri cantoni»

Dal 2019 al 2025 scoperti 271 incarti che configurano possibili reati fallimentari.
Foto TiPress
Fonte Dipartimento delle istituzioni
Fallimenti abusivi: «Ticino all'avanguardia rispetto ad altri cantoni»
Dal 2019 al 2025 scoperti 271 incarti che configurano possibili reati fallimentari.

BELLINZONA - Il Canton Ticino è da anni attivamente impegnato nella lotta contro i fallimenti abusivi. Dal 2019 opera presso l’Ufficio dei fallimenti una figura specializzata, il perito contabile, con il compito di individuare e contrastare gli abusi. Fino al 2025 sono stati segnalati al Ministero pubblico 271 incarti per possibili reati fallimentari. «Un approccio mirato che rafforza la prevenzione e la tutela del tessuto economico cantonale» fanno sapere dal DI.

Dal 1° gennaio 2025 sono entrate in vigore nuove misure federali per contrastare questo genere di reato. Il Ticino, che ha contribuito a ispirare la modifica legislativa federale, «si conferma all’avanguardia in questo ambito».

Numero di finti fallimenti in netto aumento - Il numero degli incarti sospetti «è nettamente superiore rispetto al passato. Va altresì ricordato che non di rado in una segnalazione sono comprese più ipotesi di reato». Accanto a reati tipicamente legati al fallimento «quali l’omissione di contabilità, la bancarotta fraudolenta e la cattiva gestione, sono state segnalate anche ipotesi di reato al di fuori di questo ambito. La fattispecie più segnalata è l’omissione di contabilità, spesso in relazione con altre ipotesi di reato, con 203 casi. Seguono la cattiva gestione con 139 casi, e la bancarotta fraudolenta con 42 casi».

In relazione alle misure introdotte durante la pandemia per sostenere l’economia sono stati segnalati anche «81 casi di Contravvenzione all’ordinanza sui crediti Covid-19». In questi anni di attività il perito «si è confrontato con tutte le problematiche legate ai reati fallimentari, dai fallimenti seriali al commercio di società vuote e alla liberazione fittizia del capitale sociale».

In diversi casi è emerso come le imprese fossero sottocapitalizzate fin dall’inizio, in quanto la società era stata acquistata già vuota oppure perché il capitale proprio era stato ritornato agli azionisti subito dopo l’iscrizione della società a registro di commercio. Frequenti anche i casi dove la contabilità non veniva tenuta, oppure aggiornata con mesi di ritardo, così come i casi di inosservanza delle norme previste dal codice delle obbligazioni in merito alla perdita di capitale e di eccedenza di debiti.

Dialogo e collaborazione con i partner - Oltre ai risultati numerici, «questa figura ha permesso di rafforzare la collaborazione tra i diversi servizi dell’Amministrazione cantonale, con il Ministero pubblico e con la Polizia cantonale, Sezione Reati Economico Finanziari» spiegano dal dipartimento. La formazione riveste altresì un ruolo importante. In quest’ambito «sono state attivate alcune collaborazioni con partner del territorio, quali l’Istituto della formazione continua, nell’ambito del corso di “Autodifesa finanziaria”, e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), nell’ambito dei Master of Advanced Studies in “Diritto economico e Business Crime” nonché in “Business Law”».

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