Capitale culturale svizzera 2030: due ticinesi su quattro in lizza

Bellinzona e Lugano, assieme ad Aarau e Thun, hanno presentato la loro candidatura. La decisione verrà annunciata a inizio giugno.
BERNA - Quattro città elvetiche, di cui due ticinesi, Bellinzona e Lugano (con Locarno e Mendrisio), assieme ad Aarau e Thun (BE) hanno presentano la loro candidatura a Capitale culturale svizzera 2030. Lo ha indicato l'Associazione nazionale Capitale culturale svizzera (CCS). La decisione verrà annunciata a inizio giugno da una giuria di esperti indipendenti.
Le candidature vengono valutate secondo sei criteri chiaramente definiti: gli obiettivi della candidatura, l'offerta culturale, la partecipazione culturale, la gestione, la viabilità finanziaria e l'esperienza nell'organizzazione di grandi eventi. La città designata succederà a La Chaux-de-Fonds (NE), la prima Capitale culturale svizzera 2027.
A La Chaux-de-Fonds i preparativi procedono a pieno ritmo. Sotto la guida dell'ex ministro neocastellano Jean Studer, il comitato e il team operativo locale intendono sostenere la trasformazione della città, valorizzarne la diversità culturale e aumentarne la visibilità a livello nazionale. Le linee guida del programma saranno rese note in primavera, precisa la nota.
Il progetto Capitale culturale svizzera è stato iniziato da ex collaboratori dell'ultima Esposizione nazionale Expo.02, sotto la direzione di Daniel Rossellat, fondatore e presidente del Paléo Festival di Nyon (VD) nonché sindaco del comune vodese. L'obiettivo è di creare una piattaforma nazionale forte per la cultura in Svizzera, di sviluppare nuovi reti di contatti a livello nazionale, di rendere la cultura accessibile ad un vasto pubblico e di favorire gli scambi fra regioni linguistiche.



