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ALTA VALLEMAGGIAAncora tre dispersi: ma le ricerche da ora sono sospese

10.07.24 - 14:40
Lo comunica Antonio Ciocco, capo dello Stato maggiore regionale di condotta: «Sono rattristato e fiero allo stesso tempo».
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Ancora tre dispersi: ma le ricerche da ora sono sospese
Lo comunica Antonio Ciocco, capo dello Stato maggiore regionale di condotta: «Sono rattristato e fiero allo stesso tempo».

ALTA VALLEMAGGIA - «È stato un evento estremamente grave. Il bilancio in termini di vite umane è pesantissimo». Così Claudio Zali, direttore del Dipartimento cantonale del territorio, commenta l'alluvione che nella notte tra il 29 e il 30 giugno ha colpito l'Alta Vallemaggia. Presso il Centro di pronto intervento di Locarno il consigliere di Stato sottolinea: «L'intensità e la frequenza di certi eventi è aumentata. Occorrerà anche rivalutare il concetto di pianificazione del territorio».

«Non siamo riusciti a portare a casa le persone disperse» – Cinque le vittime accertate del disastro. Antonio Ciocco, capo dello Stato maggiore regionale di condotta, prende la parola. «I dispersi al momento sono ancora tre. Tutti i corsi d'acqua sono stati setacciati più volte. Finora però non siamo riusciti a ritrovarli. Le ricerche vengono ora sospese. Saranno immediatamente riattivate in caso di segnalazioni. Sono rattristato per non essere riuscito a portare a casa le persone disperse. Allo stesso tempo sono fiero per l'impegno di chi ha partecipato alle ricerche».

Volontari – Nel frattempo continuano ad annunciarsi volontari. Ben 466 quelli che si sono fatti avanti ufficialmente. «Da domani, giovedì, una ventina di loro entrerà in azione sotto il coordinamento della Protezione civile», illustra Federico Chiesa, Capo dell’ufficio della Sezione del militare e della protezione della popolazione.

Tantissima pioggia caduta quella notte – Andrea Pedrazzini, geologo cantonale, torna con la mente a quella notte. E cerca di ricostruire l'accaduto. «L'epicentro delle precipitazioni è stato sulla zona di Bignasco. L'accumulo elevato di pioggia oraria ha interessato una regione vasta qualche decina di chilometri quadrati. I terreni erano già saturi per le piogge precedenti. C'era inoltre la presenza di depositi di neve negli alvei e nella parte alta dei bacini. Le zone più toccate sono il Piano di Peccia, Prato Sornico, Mogno, Fontana e in particolare tutta la valle Bavona».

Tempi più lunghi per il ponte militare – L'attenzione è ora proiettata su Cevio. Sul ponte di Visletto in particolare, crollato in seguito al maltempo. Diego Rodoni, direttore della Divisione delle costruzioni rivela: «Tutto il vecchio manufatto è da considerarsi compromesso. Di conseguenza per quanto riguarda l'annunciato ponte militare provvisorio l'unica soluzione è posarlo a nord. Dobbiamo però realizzare tutto da zero. Cercheremo di concretizzare il tutto in alcune settimane. Non è evidente. Non posso ancora dare una tempistica definitiva, ci sono ancora incognite tra cui la meteo e le condizioni del sottosuolo».

Esercito presente su tutti i fronti – L'esercito, che si occuperà della posa del ponte, si trova in Alta Vallemaggia dalla mattina del 30 giugno. «Anche noi ci siamo occupati della ricerca dei dispersi – dice Manuel Rigozzi, Capo dello Stato maggiore di collegamento territoriale del Canton Ticino –. Diamo una mano un po' su tutti i fronti. In questo momento 25 soldati si trovano al Piano di Peccia per aiutare a sistemare quanto è franato».

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