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CANTONELe (nuove) sfide della cantonale: «Siamo pronti ad affrontarle»

26.01.24 - 14:27
Si è svolto negli scorsi giorni a Rivera l'annuale rapporto di Corpo della Polizia. Gobbi: «Riconosciuti anche a livello svizzero».
Polizia cantonale
Fonte PolCa
Le (nuove) sfide della cantonale: «Siamo pronti ad affrontarle»
Si è svolto negli scorsi giorni a Rivera l'annuale rapporto di Corpo della Polizia. Gobbi: «Riconosciuti anche a livello svizzero».

BELLINZONA - L'annuale Rapporto di Corpo della Polizia cantonale, svoltosi negli scorsi giorni presso il Centro cantonale della Protezione civile di Rivera, ha ripercorso e tratto un bilancio dell’ultimo anno di attività, oltre a tracciare il cammino per poter affrontare le future sfide in ambito di sicurezza e di contrasto alla criminalità.

Norman Gobbi ha dapprima evidenziato come la Polizia cantonale, nei 12 anni che lo hanno visto alla guida del Dipartimento delle istituzioni (DI), abbia raggiunto «numerosi successi divenendo un Corpo riconosciuto per la sua qualità a livello svizzero». Il Direttore ha poi elencato quelle che sono le peculiarità che rendono il nostro Cantone unico per quanto riguarda la sicurezza. «Il Ticino - ha ricordato Gobbi - vanta una popolazione di quasi 360mila abitanti, cui quotidianamente si aggiungono circa 80mila lavoratori transfrontalieri e per parecchi mesi all’anno il nostro Cantone ospita numerosi turisti, portando le presenze totali sul territorio ticinese a circa 500mila persone. Inoltre il Ticino si assume il ruolo di sentinella al confine sud della Confederazione, confrontandosi con una crescente immigrazione e un traffico veicolare in forte espansione su uno dei corridoi principali tra il Nord e il Sud d’Europa. Il tutto alle porte di una regione italiana, la Lombardia, con oltre 10 milioni di abitanti, nonché terzo motore economico europeo con tutte le annesse problematiche di territorio di frontiera, ad esempio la crescente pressione migratoria».

Caratteristiche, queste, che rendono imprescindibile una dotazione di risorse umane e mezzi adeguati per poter assicurare la miglior sicurezza possibile ai ticinesi. «Tale sicurezza ha spiegato ancora il Consigliere di Stato - rappresenta pure un atout sotto il profilo dell’attrattività economica cantonale». Secondo Gobbi gli effettivi attuali sono quindi «corretti» per poter svolgere le missioni affidate alla Polizia cantonale e alle Polizie comunali. «L’attuale contesto finanziario impone però - ha rillevato sempre il Direttore del DI - un’ottimizzazione delle risorse per contenere i costi, preservando comunque l’efficacia e la qualità del prodotto “sicurezza pubblica”. La ricerca di una maggiore efficienza non deve essere solo uno scopo operativo, ma deve tradursi anche a livello strategico per evitare doppioni e spese pubbliche maggiori tra Cantone e Comuni».

Anche in Ticino, come in altre regioni della Svizzera, ci si interroga, infatti da parecchi anni, sul sistema securitario. «All’autorità politica - ha concluso Gobbi - spetta il compito di scegliere quale assetto organizzativo sarà idoneo per il Ticino del futuro: optando per l’attuale sistema duale affinato, oppure per un sistema con un unico Corpo di Polizia».

Ha poi preso la parola il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi che si è a sua volta soffermato sulla futura organizzazione delle forze di polizia ticinesi. In quest’ambito ha evidenziato che la Polizia cantonale «deve essere pronta a operare con l’assetto che scaturirà dalle decisioni adottate a livello politico». «È di primaria importanza - ha continuato il Comandante - il fatto che una decisione giunga entro i tempi più brevi possibili poiché la pianificazione strategica e operativa dei prossimi anni dipenderà dalla via che sarà indicata dagli organi competenti».

Negli anni scorsi, a ogni modo, il Corpo è cresciuto sotto tutti i punti di vista, ricercando sempre maggiore efficacia ed efficienza grazie a miglioramenti a livello tecnologico e ad un effettivo rinforzato. «Il progresso tecnologico - ha precisato Cocchi - con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti saranno aspetti imprescindibili per poter garantire in futuro il miglior contrasto possibile ai fenomeni criminali emergenti».

Fenomeni, questi, che sono sempre più legati al mondo digitale e globalizzato in cui viviamo. «I criminali - ha concluso il Comandante della Polizia cantonale - si servono sempre più delle possibilità offerte dalla tecnologia, ad esempio i social media, i big data e l'intelligenza artificiale, sfruttandole per commettere reati viepiù sofisticati. Grazie alle nostre competenze dovremo essere comunque in grado di rispondere con soluzioni e risorse appropriate». Cocchi ha infine lodato «il buon lavoro svolto dagli agenti e da tutti i collaboratori lo scorso anno».

La parola è poi passata ai capi area, al Sostituto Comandante Lorenzo Hutter a capo dello Stato Maggiore, al maggiore Thomas Ferrari a capo della Polizia giudiziaria e al maggiore Marco Zambetti a capo della Gendarmeria. Oltre che sui successi ottenuti nel contrasto della criminalità e sui sensibili progressi compiuti in pochi anni a livello informatico, si è posto l’accento sulla capacità del Corpo di adattarsi alle nuove sfide tecnologiche, quali l’intelligenza artificiale, in un ambiente sempre più incerto condizionato da andamenti economici negativi, dall’instabilità geopolitica mondiale e dalle finanze cantonali non floride. In quest’ultimo ambito è stata evidenziata la centralità del contrasto ai reati economico finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato.

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COMMENTI
 

Hannoveraner 2 mesi fa su tio
In Ticino 1386 agenti di polizia tra cantonale e comunale dati 01 .01 2023 , veramente una marea , con risultati che dovrebbero spiegare con i numeri

vulpus 2 mesi fa su tio
Risposta a Hannoveraner
La spiegazione la si vede nei conti cantonali e comunali. Benvenuto Morisoli.
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