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GAMBAROGNOIl cibo non piace: e i ragazzi boicottano la mensa

27.09.23 - 06:30
Mini "sciopero" di diversi allievi di prima e seconda media. Dietro alla singolare protesta sembra esserci un malessere ben più diffuso.
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Il cibo non piace: e i ragazzi boicottano la mensa
Mini "sciopero" di diversi allievi di prima e seconda media. Dietro alla singolare protesta sembra esserci un malessere ben più diffuso.

VIRA GAMBAROGNO - Porzioni piccole. Una bassa qualità del cibo. E una scarsa attenzione a chi ha intolleranze alimentari. Sarebbero questi i problemi che avrebbero portato diversi allievi di prima e seconda media a boicottare la mensa scolastica di Vira Gambarogno. Uno "sciopero" durato un solo pranzo. Ma che sembra indicare un malessere ben più diffuso. Quello legato ai presunti tagli decisi dal Comune di Gambarogno alle spese per le attività dei più giovani. 

Il cambiamento e le polemiche – La mensa in questione deve garantire circa 300 pasti al giorno per gli allievi della scuola dell'infanzia, delle elementari e dei primi due anni delle medie. È amministrata dal Comune e fino a giugno veniva gestita da personale sul posto. Poi il cambio di rotta. Con la decisione di delegare il servizio a una ditta esterna specializzata in ristorazione. Col nuovo anno scolastico ecco dunque i nuovi pasti. E le relative polemiche sfociate in una recente interpellanza comunale, firmata da Paride Buetti (Il Centro). «Purtroppo – si legge nel testo – c’è la percezione che il Comune di Gambarogno stia adottando una politica di risparmio a scapito dei servizi rivolti ai bambini e agli adolescenti».

«Tante lamentele» – Buetti cita una serie di esempi per poi insistere sul tema del momento (già affrontato anche dal quotidiano La Regione). «La chiusura della mensa di Vira ha portato, oltre alla soppressione di posti di lavoro in loco, alla necessità di affidarsi a un servizio di catering. Dall’inizio dell’anno scolastico è un costante imbattersi in lamentele. I ragazzi con intolleranze alimentari non hanno valide alternative, in diverse occasioni si è stati confrontati con l’insufficienza di cibo, il cibo non è cotto in maniera corretta, i menù presentati non sembrano rispettare le normative cantonali. In diversi casi i genitori hanno deciso di non più mandare i propri figli alla mensa oppure di preparagli il pranzo al sacco».

«Miglior rapporto tra qualità e prezzo» – Il sindaco Gianluigi Dellasanta qualche giorno fa ha scritto alle famiglie. Assicurando che la vicenda della mensa sarà presa in seria considerazione da subito. «Abbiamo già constatato un miglioramento – conferma a Tio/20Minuti –. Questa azienda si doveva adattare al contesto. Adesso lo sta facendo. Non è vero che abbiamo giocato al risparmio comunque. Abbiamo scelto la migliore candidatura col miglior rapporto tra qualità e prezzo. I tagli? Quelli fatti finora sono sempre stati giustificati e spiegati».

«Qualche problema, ma ora l'abbiamo superato» – Come ha preso la "bocciatura" da parte di alcuni genitori e allievi il titolare della ditta specializzata in catering? Raggiunto telefonicamente si è detto dispiaciuto, eppure fiducioso. «Ci sono stati alcuni problemi in queste settimane iniziali – ammette –. Ma ora ci siamo trovati con tutte le parti e li abbiamo regolati. Siamo davvero tranquilli. Il nostro è un servizio serio e professionale». 

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