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CANTONENotti da incubo, ma tocca aspettare: «La situazione è grave»

26.04.23 - 06:30
Il Servizio di Medicina del sonno non riesce a far fronte alle richieste, e la lista d'attesa s'impenna
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Notti da incubo, ma tocca aspettare: «La situazione è grave»
Il Servizio di Medicina del sonno non riesce a far fronte alle richieste, e la lista d'attesa s'impenna

LUGANO - Dormire è un bisogno fondamentale dell’essere umano, sia per avere una buona qualità della vita sia per prevenire malattie come infarti, ictus, depressione e altre conseguenze negative, ad esempio l’assenteismo sul lavoro e un maggior rischio di incidenti.

Tra la popolazione, la prevalenza di disturbi del sonno è però molto alta: «Tra il 10 e il 20% della popolazione generale adulta soffre di disturbi del sonno, e almeno la metà di questi sono significativi e vanno curati» spiega a Tio/20 Minuti il dottore e responsabile del Servizio di Medicina del sonno dell’Eoc Mauro Manconi, che elenca l’esistenza di «più di ottanta disturbi conosciuti, si pensi ad esempio a russamento, apnee del sonno, insonnia, sindrome delle gambe senza riposo, sonnolenza diurna… sono tanti temi che adesso sappiamo esistere e che vanno indagati».

Recentemente, oltre Gottardo si è discusso del fatto che i posti di terapia e gli specialisti siano troppo pochi. Com’è la situazione in Ticino? «È identica, forse più grave ancora» afferma Manconi. La lista d’attesa per un consulto è infatti di tre mesi, per una polisonnografia - l’esame principale, quello che consente la diagnosi - di 4 mesi. «Effettuandone cinque per notte, incluso il sabato, siamo al 2° posto in Svizzera come quantità di polisonnografie. Di questi esami, come dei consulti, i numeri sono letteralmente raddoppiati negli ultimi cinque anni». Malgrado questo «abbiamo una richiesta sempre maggiore a cui purtroppo fatichiamo a far fronte».

Più richieste equivale a più disturbi? «Questa situazione non è dovuta al fatto che ci siano più disturbi di una volta, ma al fatto che ora sono riconosciuti e trattati in maniera specifica. In passato venivano sottovalutati: una persona che aveva un’insonnia riceveva dal medico un sonnifero e dopo 3-4 mesi era dipendente dal farmaco e non aveva risolto il problema. Ora il paziente insonne viene indaghiamo e trattato con una terapia giusta, ma per farlo è necessaria una struttura solida e una sufficiente forza lavoro».

Una situazione seria e preoccupante, ma che non deve provocare il panico. «Non deve allarmare, nel senso che se ci sono casi urgenti riusciamo ancora a inserirli. Però è una situazione seria che non è difforme dal resto della Svizzera, anzi».

Mancano spazi e personale
Di soluzioni, a livello locale, di Eoc, ne sono già state attuate: il Centro del sonno è stato reso una struttura indipendente (dalla neurologia), è stato aumentato il personale e sono stati potenziati gli esami. «Registriamo anche il sabato e abbiamo aperto un secondo centro a Bellinzona. Inoltre, ora siamo 7 medici (qualche anno fa eravamo 3) che a percentuali diverse ci occupiamo di disturbi del sonno. Malgrado questa reazione rapida e adeguata e purtroppo non riusciamo ugualmente a far fronte alla richiesta».
 
Il tutto è limitato dagli spazi. «Nonostante una situazione solida a livello finanziario, qui in Ticino abbiamo il problema prioritario della mancanza di spazi per poterci ampliare». Il secondo problema è relativo ai collaboratori: «Non riusciamo a trovare personale qualificato. La medicina del sonno è cresciuta in fretta, ma le Università non hanno previsto un piano di studi adeguato». Quindi l’appello alla politica è chiaro: «Vanno previsti dei corsi specifici all’interno delle facoltà o addirittura una specializzazione post laurea in medicina del sonno. Serve una formazione adeguata a questa disciplina, come è successo in passato in altre branche (gastroenterologia, immunologia…). Se la politica in termini formativi non prevede un corso, una specializzazione, e se dall’altro non si concedono spazi e investimenti non riusciremo a far fronte a questa ondata, che tra l'altro è ancora in crescita».

Quindi, ci si cura da soli
Questa situazione, in cui la domanda supera di molto l’offerta, porta con sé dei rischi. In primis non poter dedicarsi a chi ne ha bisogno. «Un paziente che soffre d’insonnia dovrebbe rivolgersi a un centro del sonno. Non avendo una risposta adeguata in termini di attesa o qualità del servizio indicato c'è però chi si lancia nell'automedicazione o chi si dedica a terapie alternative non basate sull’evidenza». Quindi, «succede che 8 pazienti su 10 che vengono da noi hanno già un trattamento, e per noi il lavoro è duplice perché dobbiamo togliere farmaci - un lavoro spesso difficile, perché danno dipendenza - e impostare un aspetto diagnostico e terapeutico adeguato».
 
I risvolti sociali sono tantissimi: «Il dormire poco ha delle ripercussioni multisistemiche, che hanno un forte impatto sulla società. La nostra disciplina non si occupa di un organo o di un apparato, ma di un periodo che è un terzo della nostra vita, e che necessita un approccio che dovrebbe essere minimo il doppio di quello attuale, in termini di offerta».

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COMMENTI
 

Anti ch 11 mesi fa su tio
Poi si parla di sessismo...ma io mi chiedo che motivo contorto deve esserci x postare una foto così ,sempre una sciavata e chiaramente giovane😡

Il_Moralizzatore 11 mesi fa su tio
Olio cbd e dormi come un bimbo

BobLutz 11 mesi fa su tio
Si pretende e propina una società sempre attiva e disponibile per poi compensare con cure e proposte di relax. Tutto fa' brodo ed il consumo della salute a pagamento (leggi medicina) diventa uno dei maggiori business della nazione.

Elisa_S 11 mesi fa su tio
Risposta a BobLutz
👍 appunto di questo passo e direzione, il vocabolo "prevenzione" potrebbe anche essere eliminato dal vocabolario.

PincoPalla 11 mesi fa su tio
o un eccesso di prescrizioni...basta dire che russi e ti propongono subito uno studio sul tuo sonno...forse si potrebbe agire di più su quel fronte!

Elisa_S 11 mesi fa su tio
Risposta a PincoPalla
Come per altri fattori (che non elenco) che indirettamente incidono sulla nostra salute e nei casi peggiori contribuiranno alla malattia, nessuna informazione per prevenire almeno una parte delle malattie. Solo e sempre correzione con cerottone a pagamento. Si fatica un po' a capire questa filosofia del mettere l informazione sulla prevenzione in un angolino. E non parlo del fumo che e tutta in altra storia. Parlo dell alimentazione, dei dispositivi elettronici, dei prodotti ad uso quotidiano che tutti usano. Si parte forse dal principio che tutti sanno già, ma non penso proprio sia così. In questo caso l informazione andrebbe fatta informando su come luci led, schermi e onde elettromagnetiche possano influenzare il nostro orologio biologico e la qualità del sonno. Ma probabilmente si pensa (come per alcuni contaminanti presenti in determinati cibi o sostanze biotossiche potenzialmente presenti in determinati oggetti di uso quotidiano) che basta informarsi autonomamente.

Matan 11 mesi fa su tio
Risposta a Elisa_S
Elisa, ottimo intervento. Concordo totalmente con il tuo pensiero. La prevenzione è oltretutto un mondo vastissimo che è impossibile da sapere completamente, molte cose ben conosciute fino a qualche decennio fa e oggi quasi perse. Questo la dice lunga su quanto gli interessi economici del "meglio curare che prevenire" siano radicati nella società.

Trombo 11 mesi fa su tio
Risposta a Matan
Il problema é che anche a sapere certe cose difficilmente si può trovare rimedio in quanto un conto é usare il pc per lavoro ed un altro per il proprio svago. È un po' come per le sigarette, sai che fanno male e che potresti avere gravi problemi ma molti collegano la sigaretta alla pausa e quindi al "relax".... difficile togliere qualcosa che ti appaga a livello mentale e fisico in una giornata di lavoro molto stressante.

Veveve 11 mesi fa su tio
Dopo ci si domanda perché i costi della cassa malati sono alle stelle!!!😤

Bric&Brac 11 mesi fa su tio
Risposta a Veveve
Che bello non aver problemi di salute o addirittura non pagare la cassa malati, attenzione che le malattie son più veloci a presentarsi che ad andare via.

M70 11 mesi fa su tio
non solo per il sonno. oramai siamo praticamente Italia .i 3 mesi d'attesa anche per altre visite (v ospedale italiano). povera ch in che condizione!!

Mox 11 mesi fa su tio
Risposta a M70
Basta guardare da dove arrivano i lavoratori del sociosanitario e capisci molte cose

Anti ch 11 mesi fa su tio
Risposta a M70
Te se propi guzz🤣🤣🤣

Anti ch 11 mesi fa su tio
Risposta a Mox
Prendete quelli di Coripppo x curare i nostri malati👍👍👍👍

Veveve 11 mesi fa su tio
Risposta a Mox
Spero che il giorno che avrai bisogno ti lascino lì ad aspettarne uno con la croce Svizzera tatuata in fronte!
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