È diventata una senzatetto dopo aver rifiutato la vaccinazione

LUGANOÈ diventata una senzatetto dopo aver rifiutato la vaccinazione

30.11.22 - 06:30
Chi dorme sulle panchine? La storia di una donna caduta in disgrazia per le sue convinzioni sul Covid.
Foto di Davide Giordano
È diventata una senzatetto dopo aver rifiutato la vaccinazione
Chi dorme sulle panchine? La storia di una donna caduta in disgrazia per le sue convinzioni sul Covid.

LUGANO - I senzatetto a Lugano starebbero aumentando. Almeno secondo quanto dichiarato di recente a Tio/20Minuti da Giuseppe Modica, responsabile dei City Angels. Persone di passaggio, in cerca di fortuna, e anche qualche ticinese, si diceva. Noi una senzatetto abbiamo voluto incontrarla. Per capire come mai sia finita a dormire su una panchina. Si tratta di una donna straniera sulla sessantina, soccorsa proprio dai City Angels. La signora ha accettato di raccontarsi in un video. A patto di venire tutelata dal punto di vista della privacy.

Il Covid come crocevia – Non vuole che si dica pubblicamente da dove viene. Ma è proprio nel suo Paese d'origine che a inizio 2020 la sua esistenza si trasforma. «È accaduto con l'arrivo del Covid, tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Tutti i confini erano chiusi. E non si poteva viaggiare senza un test. Io non ce l'avevo il test. Mi hanno messa in quarantena. Mi hanno piazzata in ospedale, isolata»

Pressioni che portano a una svolta – È così che la 60enne, di formazione agopunturista, cade in disgrazia. «Gradualmente sono diventata una senzatetto. A un certo punto collaboravo con Emmaus, movimento internazionale di solidarietà. Mi davano l'equivalente di 20 franchi al giorno». Ancora una volta la donna si scontra con le sue convinzioni. «Bisognava fare dei test Covid regolarmente. Volevano anche forzarmi a fare il vaccino. Per me era troppo. Da quando è iniziata la pandemia mi sono trovata veramente in difficoltà».

Trovata sul lungolago – Altea Bernardi, volontaria dei City Angels, fa notare come la signora dopo avere lasciato la sua terra abbia girato un po' tutta la Svizzera. Prima di ritrovarsi sulle panchine luganesi. «L'abbiamo trovata sul lungolago di Lugano in difficoltà. Grazie alla Città ha potuto dormire una notte in albergo. Poi ha trascorso un'altra notte presso la nostra sede. Adesso abbiamo trovato una soluzione provvisoria. Ma la situazione di questa signora rimane precaria. Il nostro obiettivo è di trovarle una nuova sistemazione e anche un'occupazione, magari grazie all'aiuto della popolazione».   

«Non voglio fare l'elemosina» – La donna conclude così il suo racconto: «Ora non dormo più in strada. Grazie ai City Angels. Sono stati gli unici ad aiutarmi davvero. Non ho idea di quale sia il mio futuro. Sto cercando un lavoro. Sono mesi che non ho soldi. Non voglio fare la clochard, non voglio chiedere l'elemosina. Qualsiasi mestiere per me va bene».  

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