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CANTONEL'arbitro fischia il rigore: ma loro rinunciano

05.09.22 - 18:17
Calcio regionale: non solo brutte notizie. L'episodio singolare durante il match fra Gordola e Giubiasco.
Foto di Marina Morelli
L'arbitro fischia il rigore: ma loro rinunciano
Calcio regionale: non solo brutte notizie. L'episodio singolare durante il match fra Gordola e Giubiasco.

GORDOLA - È storia di qualche giorno fa. Campo Roviscaglie di Gordola. Match di terza lega tra i padroni di casa e l'ambizioso Giubiasco. Dopo una mezz'ora scarsa, un giocatore del Giubiasco viene atterrato da un avversario. L'arbitro fischia il rigore. Ma clamorosamente la squadra ospite lo rifiuta. Dopo tanti episodi grigi, dal calcio regionale arriva un segnale positivo. «Non ci scorderemo di questo gesto – sottolinea Domenico Martinello, segretario generale della Federazione ticinese di calcio –. È un piccolo grande segnale. E andrà premiato in qualche modo». 

Un rifiuto "gentile" – Protagonisti i giocatori Nemanja Nikolic, 29 anni, e Pietro Minotti (28), che è anche capitano della squadra del Bellinzonese. Il primo subisce un fallo e subito dopo vede l'arbitro indicare il dischetto. Poi si rivolge a Minotti e gli sussurra che sicuramente il contatto è avvenuto fuori area. Ed è così che il capitano giubiaschese si avvicina al direttore di gara, rifiutando "gentilmente" il rigore. Si batterà dunque un semplice calcio di punizione da fuori area, che andrà a terminare ben lontano dallo specchio della porta. In quel momento, e questo va ricordato, la partita era inchiodata sullo zero a zero. 

«Una rissa fa più notizia, però...» – «È un dettaglio non da poco – commenta Martinello –. Un conto è rifiutare un rigore quando sta vincendo cinque a zero. Un conto quando sei in parità e la partita la puoi anche perdere. Da anni noi facciamo tanta sensibilizzazione sui campi. Ed è bello sentire storie come questa. Chiaramente una rissa magari fa più notizia. Vanno però rimarcati anche i fatti positivi». Per la cronaca il Giubiasco si è imposto per due a uno con un gol a una manciata di minuti dalla fine.  

«Non potevamo accettare quel "regalo"» – E pensare che a un certo punto il Giubiasco si è ritrovato sotto nel punteggio. «Forse in quel momento qualche mio compagno mi ha maledetto – fa notare Pietro Minotti –. La verità è che ci siamo sentititi in obbligo morale di non accettare un "regalo" del genere. Era palese che il contatto fosse avvenuto fuori area e l'arbitro si trovava lontano in quell'istante. Per gli arbitri non è facile, in questa categoria sono da soli. E dunque ci vuole collaborazione da parte dei giocatori. Lo stesso arbitro a tarda serata ci ha mandato un messaggio di ringraziamento per la sportività. Anche gli avversari si sono complimentati». 

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