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CANTONEQuando la musica classica diventa terapia

10.06.22 - 06:30
L'OSI entra in ospedale per uno studio di EOC e IOSI sugli effetti della musica sui pazienti oncologici
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Quando la musica classica diventa terapia
L'OSI entra in ospedale per uno studio di EOC e IOSI sugli effetti della musica sui pazienti oncologici

BELLINZONA - La musica fa bene all'anima e al corpo, tanto da entrare sempre di più in cliniche e ospedali per aiutare il benessere psicofisico di persone gravemente malate. È quanto avviene anche in Ticino, dove a pazienti oncologici sottoposti a intervento di chirurgia polmonare saranno “somministrate” le note dell'Orchestra della Svizzera italiana (OSI). Questo con l'obiettivo di comprenderne gli effetti.

Si tratta di uno studio della durata di un anno che vede la collaborazione del complesso musicale con l'Ente ospedaliero cantonale (EOC) e l'Istituto oncologico della Svizzera italiana (IOSI). «Supponiamo una riduzione del dolore post-operatorio, come pure dello stress, dei medicamenti antidolorifici e della degenza ospedaliera» ci spiega il dottor Stefano Cafarotti, primario di chirurgia toracica in seno all'EOC.

Terapia in cuffia - La scelta dei pazienti avverrà in maniera casuale, al momento dell'ospedalizzazione. Un gruppo riceverà soltanto il trattamento standard, mentre a un secondo gruppo sarà “somministrata” anche la musica. La sentiranno in cuffia per venti minuti, in prima e in terza giornata post-operatoria e alla dimissione. «La comparazione dei due gruppi ci dirà se la musica ha avuto effetto sui parametri che intendiamo analizzare» spiega ancora il medico. Gli effetti saranno misurati con metodo scientifico attraverso misure qualitative (scale e questionari) e quantitative (livello di ormoni, citochine, numero di medicamenti e giorni di degenza).

Gli effetti positivi della musica - In ambito medico, l'impiego della musica non è una prima. Anzi, «è ormai evidenza scientifica» che gli effetti sono positivi, osserva Cafarotti, ricordando un recente rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che ha analizzato oltre novecento studi sul tema. «Il rapporto ha dimostrato che l'introduzione della musica negli ospedali riduce gli effetti collaterali dei trattamenti anticancro come la nausea o l'affanno». E non solo: «In contesti di emergenza o nei pazienti pediatrici, gli studi mostrano come la musica sia in grado di ridurre l'ansia, il dolore e la pressione sanguigna del paziente».

La scelta del brano - Per lo studio ticinese sarà utilizzato un solo brano. «Diversamente, si introdurrebbe una variabile che rischierebbe di rendere più complessa l'interpretazione dei risultati della ricerca» come ci spiega Samuel Flury, vicedirettore della Fondazione per l'OSI. Un brano scelto fra quelli registrati dall'OSI. Una commissione ne ha trasmesso una selezione al team dell'EOC, che farà la scelta definitiva con l'aiuto della musicoterapeuta interna.

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