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CANTONETicino sempre più a cyber-rischio

06.04.22 - 09:17
Lo scorso anno sono notevolmente aumentati i reati di natura informatica: 338 i casi registrati contro i 237 del 2020.
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Ticino sempre più a cyber-rischio
Lo scorso anno sono notevolmente aumentati i reati di natura informatica: 338 i casi registrati contro i 237 del 2020.
Le attività illecite più frequenti rimangono le truffe Business Email Compromise e gli attacchi ransomware.

BELLINZONA - La crescente digitalizzazione dell’economia e della società, fenomeno acceleratosi con le restrizioni imposte dalla pandemia, ha fortemente aumentato i cyber-rischi nella sfera pubblica e privata. Una frazione crescente di reati è infatti direttamente o indirettamente legata ad aspetti di natura informatica o telematica. Per l’autorità giudiziaria l’aumento delle competenze tecniche e giuridiche è quindi divenuta una priorità nella gestione delle inchieste. Sono queste le principali conclusioni della Sezione Analisi Tracce Informatiche (SATI) della Polizia cantonale guardando ai dati raccolti lo scorso anno.

Reati in crescita - A livello di reati informatici, per la prima volta in Svizzera, la Statistica federale fornisce dei dati nazionali e cantonali relativi al 2020 e al 2021. In quest’ambito in Ticino nel 2021 sono stati registrati 338 reati (237 nel 2020) suddivisi nelle categorie cibercriminalità economica (160 nel 2020 e 255 nel 2021), ciberdelitti sessuali (53, 65) e ciberlesione della reputazione e pratiche sleali (24,18). La raccolta dei dati - viene tuttavia precisato - necessiterà nel corso dei prossimi anni di aggiustamenti anche procedurali per poterli affinare e per dare un quadro maggiormente chiaro della problematica.

36 inchieste e supporto alle altre sezioni - Tornando all’attività della SATI, nel corso del 2021 ha sviluppato 36 inchieste, svolto 72 perquisizioni in supporto ad altri servizi, effettuato 1’095 analisi informatico-forensi, elaborato 43 analisi criminali operative, collaborato durante 27 ricerche d’urgenza ed evaso 250 richieste e-mail giunte da utenti o altre autorità. Inoltre, ha fornito importante supporto alla Polizia giudiziaria e alla Gendarmeria nelle indagini classiche in cui vi erano delle componenti informatiche in gioco.

Truffe BEC - Le attività illecite più frequenti permangono le truffe Business Email Compromise (BEC) e gli attacchi ransomware. I BEC prevedono, attraverso le tecniche del social engineering, l’accesso illecito a una casella di posta elettronica (solitamente aziendale) e la conseguente scoperta di una relazione finanziaria. I truffatori, spacciandosi quindi per il creditore o il CEO dell’azienda, comunicano alla controparte delle false coordinate bancarie sulle quali indirizzare il trasferimento fraudolento. Per le 9 inchieste aperte lo scorso anno è stato appurato un danno economico pari a circa 550'000 franchi.

Attacchi ransomware - La seconda tipologia si riferisce, invece, ad attacchi veicolati allo scopo di criptare i dati contenuti nei dispositivi, così da poter chiedere un riscatto in cambio della chiave di decifratura. Gli autori operano prevalentemente dall’estero e utilizzano complessi espedienti che facilitano il mantenimento dell’anonimato. Gli illeciti vengono incassati sempre più spesso in cripto-valute.

Cooperazione internazionale - Infine, sono state evase diverse richieste provenienti da autorità estere che, in base alla Convenzione sulla criminalità informatica di Budapest, che fornisce una base giuridica per la cooperazione internazionale in ambito di indagini, chiedono la conservazione dei dati presenti su server di società ticinesi.

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