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«Il mio quadro non poteva più stare alla Santa Chiara»

LOCARNO«Il mio quadro non poteva più stare alla Santa Chiara»

04.11.21 - 06:00
La missione di Giordi Bianda, dinamica paraplegica che si riprende la sua opera per questioni di cuore.
Tio/20Minuti
«Il mio quadro non poteva più stare alla Santa Chiara»
La missione di Giordi Bianda, dinamica paraplegica che si riprende la sua opera per questioni di cuore.
«L'avevo regalato nel 2012 alla dottoressa Soldati, nel frattempo licenziata. Adesso me lo faccio ridare e lo porto a lei». Guarda il video dell'operazione. Tio/20Minuti l'ha seguita in maniera neutrale, senza esprimere giudizi.

LOCARNO - «Avevo regalato quel quadro alla dottoressa Daniela Soldati che si era presa cura di un mio amico nel 2012. Ora che la dottoressa è stata cacciata, io quel quadro lo voglio indietro. Per portarlo alla persona a cui l'avevo destinato». Giordi Bianda è una tipa tosta, che più tosta non si può. Con la sua sedia a rotelle si presenta davanti alla clinica Santa Chiara di Locarno con un unico obiettivo. Riavere quel dipinto. Tio/20Minuti ha documentato la sua "missione". E lo ha fatto in maniera neutrale. Semplicemente perché si tratta di un gesto inconsueto e di grande carattere. 

L'incidente in moto – Ma chi è Giordi? Bleniese, classe 1969, il giorno prima del suo ventesimo compleanno ha avuto un incidente in moto che l'ha inchiodata a una sedia a rotelle. Questa donna non ha mai mollato. Anzi. Da diversi anni, oltre a coltivare la sua grande passione per la pittura, lavora come consulente presso il Centro di riabilitazione di Nottwil. «Perché ritengo di potere mettere a disposizione la mia esperienza alle persone che si trovano nelle prime fasi dopo un incidente». 

Un debito d'onore – Lo ribadiamo: quanto vi raccontiamo anche in video, in particolare le considerazioni personali di Giordi, non rappresenta in alcun modo il pensiero di Tio/20Minuti. La cronaca recente ci parla di quattro medici allontanati dalla clinica Santa Chiara di Locarno. Tre da subito, uno da fine anno. La decisione arriva dalla nuova proprietà, la Clinica Luganese Moncucco. Tra le vittime illustri anche la dottoressa Daniela Soldati, direttrice della struttura fino a pochi mesi fa. «Con quella donna avevo un debito d'onore. Mi spiace anche per gli altri dottori lasciati a casa. Ho avuto modo di essere curata alla Santa Chiara in passato. Mi sono sempre sentita a casa. Certe frasi lette sui giornali mi hanno ferita. Penso che non sia giusto che il mio quadro resti ancora lì».

Determinazione col sorriso – Il video mostra Giordi prima e dopo la sua entrata in clinica. All'interno, per ovvie ragioni, non abbiamo effettuato riprese. Ma abbiamo assistito alla determinazione di una donna sorridente e gentile, che non ha mollato di un centimetro di fronte alle esitazioni del ricezionista. «Ci è voluto un po' perché non mi ero annunciata. Abbiamo dovuto chiamare la dottoressa Soldati e farle fare la dichiarazione che il quadro glielo avevo regalato io. Però ce l'ho fatta. Adesso glielo porto nel suo studio». 

L'emozione ha voce – Arriviamo infine presso lo studio di Daniela Soldati. La conoscevamo per il fatto di essere un po' burbera. Di fronte al gesto di Giordi, si commuove. «Sono emozionata, lo ammetto», dirà. 

 

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