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MENDRISIO
08.03.2021 - 17:290
Aggiornamento : 09.03.2021 - 08:56

Quei conti svuotati «dalla sera alla mattina»

Una coppia momò ha sporto denuncia per 5mila franchi spariti misteriosamente. Postfinance e Raiffeisen indagano

MENDRISIO - Nell'era di internet le rapine non si fanno con pistola e passamontagna, non solo. A volte basta un click. Ne sa qualcosa una coppia di Mendrisio: marito e moglie hanno sporto denuncia al Ministero pubblico, nelle scorse settimane, dopo che i loro conti bancari sono stati svuotati da ignoti.

«La sera i soldi c'erano, la mattina non c'erano più, siamo rimasti di stucco» raccontano i due, che si sono visti sottrarre oltre cinquemila franchi con due bonifici a vantaggio di sconosciuti. Immediata la segnalazione alle due banche coinvolte (Postfinance e Raiffeisen) e poi alla Procura di Lugano.

Non è un caso unico. In Ticino la pirateria informatica e i crimini sulla rete sono aumentanti durante la pandemia. La Polizia cantonale - ha reso noto settimana scorsa il Dipartimento delle istituzioni - ha registrato una ventina di crimini accertati, per un totale di oltre 3 milioni di franchi. Ma «è solo la punta dell'iceberg» secondo le autorità. 

Nel caso in questione gli accertamenti sono ancora in corso. Mentre la Procura ha aperto un incarto per verificare la dinamica dell'accaduto, Postfinance è intervenuta ottenendo il recupero di parte del maltolto (1500 franchi) dalla banca destinataria, una filiale Ubs del canton Vaud.

Banca che vai, procedure che trovi. Nel caso di Raiffeisen le cose non sono state così semplici. Per il denaro sottratto dal secondo conto (circa 4mila franchi, finiti in una banca di Berlino) a seguito della segnalazione da parte dei correntisti Raiffeisen ha avviato delle verifiche interne. Ma non ha proceduto a chiedere il rimborso, se non dopo «grandi insistenze e con un notevole ritardo» secondo la coppia. «Dopo settimane di attesa ci hanno risposto semplicemente che non risultava un hackeraggio del conto». 

«Il nostro e-banking soddisfa i più alti standard di sicurezza» precisa un portavoce dell'istituto, che non fornisce dettagli sulla vicenda. «Ogni sospetto attacco viene analizzato singolarmente». In attesa dei risultati dell'inchiesta di polizia, i correntisti danneggiati dovranno intanto pagare 200 franchi di spese amministrative a Raiffeisen, per le verifiche informatiche condotte sul conto corrente. «Un comportamento scorretto a nostro avviso» protesta la coppia. «Oltre  ad avere subito il danno, ci tocca così anche la beffa». Sperando che nel frattempo il denaro, dalla banca di Berlino, non si sia volatilizzato. E che gli ignoti autori vengano identificati. 

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