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40 & Climbing” della regista ticinese Bindu De Stoppani
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CANTONE
01.09.2020 - 17:100

Dopo il lockdown in Ticino si torna a girare

Si torna a far cinema in Ticino. Grazie agli aiuti sono andati in porto grosse produzioni cinematografiche

CANTONE - Finito il periodo lockdown anche la macchina di Ticino Film Commission si è messa in moto. L'Ente, che ha tra i suoi scopi principali la promozione e la valorizzazione del territorio ticinese quale location per il cinema e per qualsiasi forma di produzione audiovisiva, fa sapere che il numero delle produzioni accolte e programmate sul territorio ticinese dopo il fermo imposto dalla pandemia è positivo. È successo infatti che durante il mese di agosto c'è stato uno sviluppo favorevole anche grazie ad una misura straordinaria messa in atto dalla Ticino Film Commission a sostegno delle produzioni le cui riprese erano state colpite dalla crisi sanitaria: La misura non è altro che un incentivo speciale Covid-19 volto ad aiutare le produzioni a far fronte a una parte dei costi supplementari (fino al 10% in più) causati dalle norme d’igiene e distanziamento in vigore dopo l’emergenza sanitaria.

Ora si guarda con ottimismo al futuro. Fra gli obbiettivi dell’operazione c’è quello di mantenere l’attività delle produzioni previste in Ticino nel 2020, contrastando le posticipazioni e gli annullamenti dai conseguenti effetti negativi sull’occupazione. «Attirare nuove produzioni e confermare quelle già pianificate permetterà di sostenere i tecnici del cinema locali, così come gli operatori turistici e di servizi annessi nelle loro attività durante l’autunno 2020. Ad oggi, sono stati erogati incentivi a 7 progetti per un totale di 87'000 franchi (e altri due progetti sono ancora in attesa di conferma). Le spese stimate sul territorio dalle produzioni sostenute con gli incentivi speciali Covid-19 ammontano a 3.2 milioni di franchi».

Nadia Dresti, direttrice della TFC, commenta: «Durante il lockdown con il Consiglio di Fondazione formato da membri fondatori della TFC e cioè il Locarno Film Festival, Ticino Turismo, l’AFAT il GRSI abbiamo analizzato la situazione in tutti i suoi diversi aspetti e abbiamo deciso che un gesto di solidarietà mirato avrebbe non solo aiutato le produzioni a coprire una piccola parte dei costi extra generati dalle misure sanitarie ma sarebbe stato anche un messaggio chiaro e importante verso l’industria cinematografica svizzera in generale. Il sostegno di Comuni ed Enti locali e regionali non solo ha facilitato problemi logistici ma ha stimolato le produzioni a spendere in loco».

Grazie agli aiuti finanziari sono state confermate due grosse produzioni svizzere tedesche: la prima è “40 & Climbing” della regista ticinese Bindu De Stoppani, una produzione della zurighese Hugo Film in coproduzione con RSI, che sta girando per 5 settimane, dal 10 agosto fino al 9 settembre, fra la Valle di Blenio e la Valle Bedretto; la seconda produzione è “Monte Verità” di Stefan Jäger, prodotta da telefilm (Zurigo) in coproduzione con RSI, Coin Film (Germania), KGP (Austria) e MCC Movies Köln, girata per 3 settimane, dal 24 agosto al 10 settembre, fra la Valle Maggia, la Val Bavona, Losone ed Ascona.

 Altre due grosse produzioni, una italiana e l’altra ticinese, previste nel 2020 sono state rimandate al 2021 per ragioni di impegno degli attori, ma assicurano la loro presenza per la prossima primavera e gireranno nel luganese e nel Mendrisiotto. Complessivamente, dalla fine del lockdown, la TFC ha potuto accompagnare e sostenere 14 nuovi progetti arrivati nella regione, di cui 1 spot Tv girato a Carona e sul passo del Lucomagno a luglio 2020 che ha visto come protagonista Roger Federer, mentre diversi altri progetti sono in preparazione per le prossime settimane.

 

 

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