Foto: "Gli amici del randagio"
MENDRISIOTTO
23.07.2020 - 14:110
Aggiornamento : 27.07.2020 - 09:39

Aveva adottato il cane, due settimane dopo lo fa sopprimere

Polemiche su una volontaria ticinese attiva presso un canile comasco. Il responsabile: «Grande amarezza».

«Non è colpa della Svizzera – riprende –, dove l'eutanasia è legale. Siamo feriti dal comportamento di una persona fidata. È morto perché abbaiava troppo? Poteva riportarcelo».

MENDRISIOTTO - È bufera attorno a una signora residente nel Mendrisiotto che fino a pochi giorni fa prestava servizio presso il canile "Gli amici del randagio", a Erba, nel Comasco. La volontaria avrebbe adottato un cane, di cui si occupava da tempo, per poi farlo sopprimere dopo una quindicina di giorni. Motivo? Dava problemi dal punto di vista dell'ordine pubblico. La vicenda sta indignando parecchie persone. Il caso è stato trattato anche da alcuni media italiani. 

Quanto accaduto non è illegale – Va specificato che il cane in questione, un meticcio di nome Sturn, era disabile. Sordo e cieco. La donna lo avrebbe comunque accolto in casa, consapevole di questi andicap. L'animale sarebbe stato soppresso perché abbaiava troppo. «Il problema è che la legge svizzera permette l'eutanasia dei cani in queste situazioni – sostiene un'altra volontaria ticinese –. Quindi quanto accaduto non è illegale. È questo che dovrebbe farci riflettere. Il veterinario avrebbe potuto eventualmente opporsi, questo sì. Troppi animali vengono eliminati con facilità».

Delusi dalla persona – «Come sempre noi agiamo con la massima trasparenza – sottolinea Marco Folloni, responsabile del canile "Gli amici del randagio" –. Questa vicenda mi ha fatto molto male. Era un fatto che si poteva evitare. A commetterlo è stata una persona che per cinque anni è venuta a fare la volontaria qui da noi. Siamo profondamente feriti e amareggiati da quanto accaduto. In Italia, se non c'è una motivazione di carattere sanitario grave, l'eutanasia sugli animali è perseguibile penalmente. Ma io non voglio prendermela con la Svizzera. Assolutamente. Qui non è colpa della Svizzera, che ha le sue leggi e le rispetto. Io sono deluso dalla persona. Abbiamo affidato l'animale a qualcuno di cui ci fidavamo. Ha avuto problemi a gestirlo? È intervenuta la polizia? Ci sta, per carità. Sarebbe bastata una telefonata. Noi saremmo andati a riprendercelo».

Tra bugie e disonore – Folloni non si dà pace. E cerca di ipotizzare qualche retroscena. Anche se si sente preso in giro. «Questa volontaria ci ha fatto credere che il cane è morto per una torsione gastrica. Perché questa bugia? L'unica spiegazione che ho cercato di darmi è che è stata detta per un motivo di ego personale. Questa persona sarebbe un'educatrice cinofila. Quindi forse il fatto di riportare l'animale in canile sarebbe stato vissuto da lei come un disonore. Non so cosa altro pensare. Faccio il volontario da 26 anni e non ho mai visto una cosa del genere». Tio/20Minuti ha tentato di rintracciare la diretta interessata per sentire la sua versione. Invano. 

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