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La barca fatta coi rifiuti di plastica ha preso il largo

CANTONE/TANZANIALa barca fatta coi rifiuti di plastica ha preso il largo

18.02.19 - 14:52
L’iniziativa FlipFlopi è partita con la prima spedizione di cinquecento chilometri. Il progetto vede anche la collaborazione del ticinese Matteo Boffa
TheFlipFlopi/Finnegan Flint
La barca fatta coi rifiuti di plastica ha preso il largo
L’iniziativa FlipFlopi è partita con la prima spedizione di cinquecento chilometri. Il progetto vede anche la collaborazione del ticinese Matteo Boffa

LUGANO/STONE TOWN - I rifiuti di plastica stanno conquistando le acque al largo della costa orientale del continente africano. Stavolta non si tratta di inquinamento dei mari, bensì di una spedizione che ha lo scopo di promuovere l’educazione al riciclaggio. Proprio negli scorsi giorni si è infatti conclusa la prima missione della FlipFlopi: una barca a vela realizzata con dieci tonnellate di rifiuti di plastica. E con la chiglia ricoperta di colorate infradito riciclate (le “flip flop”). Un’iniziativa, questa, che ha visto la parziale collaborazione di Matteo Boffa, ventisettenne malcantonese da oltre due anni residente a Dubai che gestisce la startup Etuix. Assieme a lui i due ticinesi Gianmarco Galli e Fabio Belloni.

Dal Kenya a Zanzibar  - Il progetto TheFlipFlopi si è concretizzato a partire dalla scorsa estate, quando in Kenya era stato creato un prototipo della barca (vedi correlati). In seguito i promotori dell’iniziativa - sostenuta anche dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) - sono riusciti a raccogliere i fondi necessari per organizzare questa prima spedizione, che nella seconda metà di gennaio ha visto la FlipFlopi prendere il largo per la sua missione di sensibilizzazione: un viaggio di circa due settimane e cinquecento chilometri dall’isola di Lamu, in Kenya, fino a Stone Town, a Zanzibar.

Eventi di sensibilizzazione - Ma per la crew non si è trattato soltanto di navigare: lungo il viaggio, come ci racconta Boffa, sono state effettuate sei fermate per incontrare la popolazione locale, visitare scuole, e proporre eventi per la pulizia delle spiagge e parlare dell’effetto dell’inquinamento da plastica nei mari. «Il coinvolgimento da parte della gente ci ha sopraffatti» afferma Ben Moris, cofondatore del progetto. «L’accoglienza ricevuta dai bambini delle scuole e dalle autorità è stata a dir poco incredibile. Questa spedizione rappresenta davvero un giro di boa per la plastica».

Verso Città del Capo - Il viaggio della FlipFlopi non si ferma però a Zanzibar. Le prossime spedizioni la porteranno sempre più a sud, per arrivare infine a Città del Capo, in Sudafrica. A quel punto l’imbarcazione ricoperta di infradito avrà portato a termine un viaggio di ben cinquemila chilometri. Con la speranza di dare un reale contributo al rispetto dell’ambiente.

Oltre otto miliardi di tonnellate di plastica - Dai primi anni Cinquanta a livello mondiale sono state prodotte oltre 8,3 miliardi di tonnellate di plastica, come si evince dal sito dell’UNEP. E il 60% di questo quantitativo è finito nelle discariche o direttamente nell’ambiente. Attualmente ogni anno si producono circa trecento milioni di tonnellate di plastica. E soltanto il 9% viene riciclato.

In cerca di fondi - L’obiettivo di Boffa è quello di raccogliere ulteriori fondi per finanziare l’iniziativa. I promotori confidano infatti «nella generosità, visione e ambizione di grosse aziende e multinazionali svizzere, che oltre a contribuire a qualcosa di estremamente utile e sostenibile, potrebbero avere un ritorno di immagine di una portata inimmaginabile» conclude il ticinese.

COMMENTI
 
cerop 3 anni fa su tio
il link corretto al sito è il seguente: http://www.theflipflopi.com/
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