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LUGANO
15.11.2018 - 17:380
Aggiornamento : 20:43

Philipp Plein: «Il sushi? Non sono problemi nostri»

Lo stilista risponde tramite portavoce alle critiche per un meeting protrattosi fino a mezzanotte. «Le scelte dei ristoratori luganesi non possono coinvolgerci»

LUGANO - Una replica stizzita, a metà tra ironia e polemica. Philipp Plein ha risposto alle critiche per un meeting "fuori orario" con cena a base di sushi, potrattosi lunedì fino a mezzanotte nella sede del marchio a Lugano. Lo stilista aveva già ricevuto un controllo dell'Ispettorato del lavoro a marzo, dopo una pizzata in ufficio. E oggi il sindacato Ocst ha rincarato la dose.  

«Siamo lusingati dell'attenzione riservata al menù del nostro presidente e per le sue evoluzioni, dalla pizza al sushi» si legge in una risposta inviata a tio.ch/20minuti da una portavoce dello stilista. «La nostra azienda non è tuttavia responsabile del fatto che il ristoratore abbia impiegato oltre due ore a evadere il nostro ordine di sushi, il quale in Giappone viene considerato un fast food». 

Lo stilista italo-tedesco ironizza poi sulle «ansie dei genitori» dei fattorini, per bocca del suo ufficio stampa. «Le scelte organizzative e d'impiego dei ristoratori luganesi non possono coinvolgerci» continua la replica. «Ci pare inoltre francamente incredibile che, nel 2018, dei giovani non dispongano di un cellulare per comunicare con i propri familiari». 

Quanto alle critiche per gli orari di lavoro, ribadite dal sindacato, la nota conclude con un tono divertito. «Il lato positivo di questa vicenda - conclude Miranda Kruidenier, assistente dello stilista - è che almeno in questo caso ci sono prove ed evidenze chiare che negli uffici si mangiava. Vista l’attenzione prestata ai nostri uffici dagli organi di stampa e sindacali ticinesi, è evidente che negli ultimi mesi non sono state riscontrate presenze notturne negli stessi. Altrimenti non abbiamo dubbi che esse sarebbero state senz’altro prontamente segnalate. Anche perché, lungi dal nasconderci o dal dissimularci, le luci dei nostri uffici restano, da sempre, accese tutta la notte. E ciò per motivi di immagine, di sicurezza e trasparenza che meriterebbero forse di ricevere un apprezzamento diverso dai travisamenti e distorsioni di cui sono stati oggetto». 

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