La polemica passa dai minuti alle cassette

Le cassette di distribuzione dei giornali gratuiti al centro di due interrogazioni in poche ore
LUGANO - I giornali gratuiti fanno discutere, ma ancora di più fanno discutere le cassette per la loro distribuzione. Dopo l'azione di protesta dei socialisti guidati da Nenad Stojanovic, che hanno posizionato la propria bancarella elettorale davanti alle cassette del Mattino, a loro volta ricoperte da manifesti del PS, lo stesso candidato al Consiglio nazionale si è giustificato con la presunta abusività delle cassette.
Stojanovic ha poi presentato oggi un'interrogazione al Consiglio di Stato per fare luce sulle autorizzazioni delle cassette dei giornali gratuiti. Un'interrogazione simile giunge poche ore dopo dal consigliere comunale Alessio Arigoni, che presenta alcune domande al Municipio di Lugano.
Premettendo che "tutti sono uguali davanti alla legge", Arigoni si sofferma sull'arrivo di nuove testate a carattere nazionale che avvicinano Lugano al resto dei grandi centri urbani. L'aumento del numero di cassette di distribuzione preoccupa il consigliere comunale, il quale sostiene che esse potrebbero ostacolare o addirittura mettere in pericolo le migliaia di persone che transitano nei luoghi in cui sono poste.
Secondo Arigoni le strade sarebbero piccole per farci passare il tram ed i marciapiedi per aggiungerci piste ciclabili, quindi non si vede come sia utile restringerle ulteriormente per fare spazio ai contenitori di cui sopra.
Arigoni ricorda poi che nel 2009 il Comitato Etica e Dignità in Democrazia (CEDD), costituito nel dicembre 2008 con lo scopo di "sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di opporsi al degrado sempre più palese dei toni e dei modi mediatici della politica del nostro paese", aveva inviato una lettera ai municipi di tutti i Comuni ticinesi in cui si chiedeva "di riflettere sull’opportunità di permettere la
distribuzione su suolo pubblico di giornali che utilizzano toni offensivi, usano la calunnia, l’intimazione e le minacce, praticano forme di sessismo o razzismo sistematico nei contenuti e nelle forme, non rispettano la dignità delle persone e delle istituzioni».
La maggior parte dei Comuni interpellati, fra cui Lugano, non avrebbero però risposto alla lettera, il che lascia intuire - secondo Arigoni - che la posa di cassette non sarebbe stata autorizzata.
Viene quindi chiesto al Municipio se gli editori dei giornali in questione necessitano di un'autorizzazione per diffondere il proprio prodotto su suolo pubblico attraverso le cassette, quali editori hanno chiesto la relativa autorizzazione e quanti l'hanno ottenuta.
Arigoni vuole inoltre sapere come è avvenuta la scelta dei luoghi, quanto viene fatto pagare ai giornali per l'uso del suolo pubblico, qual è il tetto massimo di permessi che le autorità comunali hanno fissato e sulla base di quali norme specifiche si basa la regolamentazione di questo servizio.
L'interrogazione termina chiedendo lumi su eventuali casi di abuso e sulla loro risoluzione.
Nel caso specifico del Mattino, Arigoni chiede al Municipio se è stato autorizzato l'ingrandimento delle cassette del Mattino, se è stata autorizzata la posa delle cassette sul piazzale della stazione e, in caso contrario, cosa farà il Municipio per far rispettare la legge.




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