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21.04.2011 - 15:530
Aggiornamento : 07.11.2014 - 22:50

Fronte progressista, l'ora dell'addio

La scelta dei Verdi ticinesi di correre da soli per le federali è condivisa dal Presidente Ueli Leuenberger che "benedice" la decisione della sezione sudalpina: "Sono fiero di voi"

BELLINZONA – Elezioni federali, i Verdi ticinesi corrono da soli. A difesa del secondo seggio progressista al Consiglio nazionale i socialisti se la dovranno vedere da soli.  L’ufficialità del tramonto rosso-verde in Ticino è arrivato ieri, dopo l’incontro tra Verdi e socialisti. I Verdi ticinesi sono diventati grandi e scrollatisi di dosso l’etichetta ideologica di sinistra, mirano alla conquista dei voti del centro. Una strategia condivisa da Ueli Leuenberger, il presidente dei Verdi svizzeri che loda Savoia e la sezione ticinese: “Sono fiero di loro”. 

Presidente Leuenberger, i Verdi ticinesi hanno deciso di rinunciare alla congiunzione con i socialisti per le federali e di correre da soli, le cosa ne pensa?
“Il partito dei Verdi in Svizzera è organizzato in sezioni cantonali, che godono di un’ampia autonomia.  Ogni sezione cantonale è libera interpretare e adattare le proprie strategie politiche alle realtà locali e quindi decidere se procedere o meno a congiunzioni di lista. I Verdi ticinesi stanno svolgendo un lavoro eccellente e hanno operato la loro scelta. Ho la sensazione che alla decisione dei Verdi in Ticino di non congiungersi con il Partito Socialista  si stia dando un'importanza politica eccessiva”.

Quindi la tattica di Savoia di tentare di pescare voti tra gli elettori di centro la condivide?
“E' giusto che gli elettori,  stufi della politica dei partiti di centro come i liberali e i popolari democratici, che sono rimasti sordi per troppo tempo alle questioni ambientali proposte dai Verdi, abbiano la possibilità di trovare proprio nel nostro partito un'alternativa. Sono convinto che i temi dei nostri cavalli di battaglia interessino anche gli elettori di centro. E faccio un esempio: il nucleare. All'improvviso anche i partiti di centro si sono più o meno espressi per l'uscita dal nucleare. Ma attenzione, siamo in campagna elettorale. Vedremo se manterranno la loro posizione anche dopo le elezioni di ottobre”.

Lei mi diceva che i Verdi in Ticino stanno svolgendo un lavoro eccellente. Si potrebbe ipotizzare, a livello svizzero, una fusione tra i Verdi e i Verdi liberali?
“No, di fusione non se ne parla. Sulle questioni ecologiche, è vero, abbiamo posizioni comuni. Ma non per quanto riguarda le questioni di politica sociale, economica e finanziaria  e di solidarietà internazionale. Ma non solo : i Verdi liberali assumono posizioni decisamente collocabili ai partiti di centro borghesi, se non addirittura di centro-destra. Anche per quanto riguarda le posizioni riguardanti la problematica dell’immigrazione le posizioni tra i noi e i Verdi liberali sono differenti. E i Verdi ticinesi sono in linea con la nostra posizione politica.”
 

E’ anche vero che i Verdi ticinesi si sono dimostrati euro-scettici e hanno criticato gli accordi bilaterali…
“All’interno dei Verdi svizzeri è sempre esistita una minoranza euro-scettica. La posizione dei Verdi ticinesi si spiega dall’evidenza dei fatti. Constatiamo che in Ticino la situazione socio-economica è molto particolare e le misure di accompagnamento si sono rivelate troppo deboli e in generale, i bilaterali si sono ripercossi nel mercato del lavoro ticinese. L’azione dei Verdi in Ticino la condivido. Ci hanno promesso che i bilaterali non avrebbero portato con sé conseguenze negative e invece, data la mancata sorveglianza, le misure di accompagnamento si sono rilevate troppo deboli. In Ticino stiamo assistendo a un fenomeno di dumping salariale preoccupante e a un massiccio arrivo di lavoratori dall’estero, come per esempio i padroncini, che fanno del Ticino, in Svizzera, un caso unico e che non si riscontra in nessun altro cantone di frontiera, neppure a Ginevra. Sono fiero dei Verdi Ticinesi. La nostra linea è quella di rinforzare le politiche sociali ed ecologiche in Svizzera. Linea che spero venga premiata dagli elettori alle prossime elezioni federali”. 
 

p.d'a.

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