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LUGANO

Psicoparty, istrionico Antonio Albanese

Successo per lo spettacolo del comico di Lecco Antonio Albanese, ieri sera al Palacongressi di Lugano.
Psicoparty, istrionico Antonio Albanese
Foto d'archivio
Psicoparty, istrionico Antonio Albanese
Successo per lo spettacolo del comico di Lecco Antonio Albanese, ieri sera al Palacongressi di Lugano.
LUGANO - Una società che vive nella paura, gente in stato di perenne allarme, un presente accidioso che si trasforma in ansia per il futuro. E su tutto, incombente: la terribile noia di vivere. Ma anche una ricetta, semplice semplice: essere s...
LUGANO - Una società che vive nella paura, gente in stato di perenne allarme, un presente accidioso che si trasforma in ansia per il futuro. E su tutto, incombente: la terribile noia di vivere. Ma anche una ricetta, semplice semplice: essere sé stessi, avere un calzino bucato ed esserne fieri. Perché "è il mio calzino bucato".

Palacongressi gremito. Spettacolo dai ritmi serrati, dalle grandi risate e da applausi a scena aperta. In scena un attore istrionico ed una comicità intelligente in cui si susseguono momenti di ironia, e di sarcasmo, di scurrilità e di indecenza, e nella quale anche il surreale, l'onirico e l'amarezza hanno il loro posto. Questo ieri sera "Psicoparty", lo show del comico lombardo - ma di origini siciliane - Antonio Albanese.

"Benvenuti a questo spettacolo di ottimismo contenporaneo. Felici. Siamo felici. Felici di vivere nel nostro tempo. Felici di vivere questo momento storico. E' un gran bel mondo. E' una gran bella Italia. Siamo ottimisti. Ieri al bar si chiacchierava di economia. L'economia, di questi in tempi, in Italia gira. Gira in senso orario, ma anche in senso antiorario. Gira. E' un gran bel giramento".

L'attacco dello spettacolo va all’ottimista. Un personaggio-automa con gli occhi sgranati, rintronato dalle promesse dei governi, dei media, del life style basato sul consumismo e la fiducia a tutti i costi. L'allegoria dell'euforia contraffatta, purtroppo dilagante. Un personaggio che da subito un idea dell’impareggiabile mimica facciale di Albanese.

Dall'ottimista al clima. "Anche il clima sta bene. Da qualche mese a questa parte sono tornati i pellicani. Grazie all'aria pulita e all'ambiente protetto. I pellicani nidificano sui tetti delle nostre città. Quanta natura. Quanta serenità. Ma quanta merda". Quanta merda. E giù risate. Facili, stavolta.

Dal clima alla paura. La paura di una valigia, la paura di una bomba immaginaria per una società che striscia. Ma, avverte Albanese, "una comunità che striscia non è bella cosa, e poi non è neanche igienico".

Poi - in un quasi due ore di spettacolo - è un susseguirsi di personaggi deformi fisicamente e disumanizzati per le fobie di cui sono vittima e l’egoismo che li ha ormai sopraffatti.

C'é il sinistro ministro della paura: un incrocio tra la erre moscia di Giulio Tremonti ed il Pinguino di Danny De Vito in Batman. C'é l'imprenditore lombardo Perego: un padrone sfruttatore, razzista, spietato, avido, ignorante ed aggressivo che odia Sharm El Sheik perché "io cago solo solo a casa mia" e che si annoia dopo aver venduto il suo capannone di eternit ai cinesi. C'é il timido Epifanio, come sempre innamorato della pianta Valeriana. E c'è anche il politico Cetto la Qualunque, quello del "cchiù pilu pe’ tutti", la summa della feccia della politica italiana. E tutti ridono.

Tagliando corto: uno spettacolo irresistibile. Per un comico, Antonio Albanese, che è sicuramente uno dei maggiori talenti apparsi sulla scena italiana dello spettacolo negli ultimi anni.

red

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