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Chiesa sui negoziati con l'Ue: «Una messa in scena»

Secondo il Presidente Udc la vicinanza con Bruxelles rischia di seppellire la democrazia diretta e portare a un'ulteriore immigrazione
Keystone
Fonte ats
Chiesa sui negoziati con l'Ue: «Una messa in scena»
Secondo il Presidente Udc la vicinanza con Bruxelles rischia di seppellire la democrazia diretta e portare a un'ulteriore immigrazione
BÜRGLEN - Il presidente dell'Udc Marco Chiesa si è nuovamente espresso contro qualsiasi legame istituzionale tra la Svizzera e l'Ue. Questo seppellirebbe la democrazia diretta e porterebbe a un'ulteriore immigrazione.Nel discorso rivolto ai delegat...

BÜRGLEN - Il presidente dell'Udc Marco Chiesa si è nuovamente espresso contro qualsiasi legame istituzionale tra la Svizzera e l'Ue. Questo seppellirebbe la democrazia diretta e porterebbe a un'ulteriore immigrazione.

Nel discorso rivolto ai delegati del partito, riuniti in assemblea a Bürglen, poco lontano da Altdorf (UR), il consigliere agli Stati ticinese ha definito i nuovi negoziati tra Berna e Bruxelles come «una messa in scena». Il popolo viene preso in giro, ha detto, perché il nuovo mandato negoziale è solo «vino vecchio in botti nuove».

Con un legame istituzionale, la Svizzera dovrebbe «seppellire la sua indipendenza e la sua democrazia diretta», poiché il diritto di referendum raggiungerebbe i suoi limiti, ha detto Chiesa. Anche l'immigrazione continuerebbe ad aumentare. «Signore e signori, vogliono esautorarvi».

L'UDC dice "no" alla 13esima AVS
In occasione dell'assemblea odierna, i democentristi - con 301 voti favorevoli, 34 contrari e 13 astensioni - hanno raccomandato di respingere l'iniziativa "Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)", sottoposta al voto di popolo e Cantoni il prossimo 3 marzo.

Per la maggioranza dei delegati, la proposta lanciata dall'Unione sindacale svizzera (USS) è troppo costosa: stando ad un comitato "borghese" composto da rappresentanti dell'UDC, ma anche PLR, Centro e Verdi liberali, se accolta, la proposta costerebbe 5 miliardi di franchi all'anno.

Sebbene il risultato emerso oggi a Bürglen sia netto, il partito appare tuttavia diviso sulla questione. La trentina di voti a favore è giunta oggi dalle sezioni della Svizzera francese e del Ticino. Ad intervenire oggi a sostegno del progetto è stato ad esempio il consigliere nazionale Jean-Luc Addor: «Siamo il partito del popolo», ha dichiarato il vallesano. «I pensionati hanno diritto ad una rendita che permetta loro di vivere in modo dignitoso, e noi glielo dobbiamo», ha aggiunto davanti ai delegati il 60enne.

Parmelin e Rösti contrari
A dire "no" sono stati anche i due consiglieri federali UDC. Il "ministro" dell'economia Guy Parmelin, davanti ai delegati, ha ribadito che la Confederazione si vedrebbe costretta a risparmiare altrove, qualora dovesse versare un contributo maggiore a favore dell'AVS.

Mentre il responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) Albert Rösti ha dichiarato che votare contro l'iniziativa significa votare nell'interesse della classe media e dei più anziani.

Daniel Lampart, primo segretario e capo economista dell'USS, è stato invitato all'assemblea per difendere l'iniziativa. «Per la prima volta, i problemi legati al potere d'acquisto riguardano anche la classe media», ha affermato. «Queste persone si aspettano che la politica faccia qualcosa per loro» e «le risorse per una mensilità in più sono disponibili», ha chiosato Lampart.

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