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CAMERE FEDERALIAl via la sessione invernale: sfida fra Pult e Jans

30.11.23 - 07:24
Chi sarà il successore del consigliere federale dimissionario, Alain Berset?
Keystone
Fonte ats
Al via la sessione invernale: sfida fra Pult e Jans
Chi sarà il successore del consigliere federale dimissionario, Alain Berset?

BERNA - Mancano pochi giorni all'inizio della 52esima legislatura (dal 4 al 22 dicembre), col Consiglio nazionale e degli Stati che torneranno a riunirsi nella - parzialmente - nuova composizione dopo le elezioni federali di ottobre.

A prescindere dai temi che verranno trattati, l'attesa è grande per sapere chi sarà il successore del consigliere federale dimissionario, Alain Berset del PS. Per il 13 di dicembre, data dell'elezione, i socialisti presentano il consigliere di Stato basilese, nonché ex consigliere nazionale, Beat Jans, e il consigliere nazionale grigione, Jon Pult. Fra gli esclusi eccellenti, il "senatore" Daniel Jositsch, peraltro rieletto brillantemente al primo turno nel suo cantone di residenza, Zurigo

Sfida fra Pult e Jans

Nessun partito di governo contesta la doppia presenza nella stanza dei bottoni dei socialisti, secondo partito svizzero dopo l'UDC, formazione quest'ultima uscita rafforzata dal confronto elettorale alla Camera del popolo.

Lo stesso giorno, l'Assemblea federale dovrà riconfermare il Consiglio federale ed eleggere il presidente della Confederazione (Viola Amherd del Centro, secondo il turno) e il vicepresidente del Consiglio federale per il 2024 (Karin Keller-Sutter del PLR), nonché il nuovo cancelliere della Confederazione al posto di Walter Thurnherr (Centro).

Il Centro, uscito rafforzato dalle recenti elezioni, non intende presentare un candidato per quest'ultima carica, anche se a medio termine ambisce a maggiore responsabilità governativa, ossia un secondo consigliere federale, probabilmente a spese del PLR. Chi invece ha già deciso di attaccare un seggio PLR è il Partito ecologista, che presenta un coraggioso sfidante, il consigliere nazionale Gerhard Andrey di Friburgo, le cui possibilità di successo sono pari a zero.

Le formalità

Nell'attesa del 13 dicembre, il primo giorno della sessione invernale e della 52esima legislatura sarà contraddistinto dal giuramento/promessa dei neoeletti e dall'elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento.

Ma prima di sbrigare queste formalità, il deputato più anziano in carica e il più giovane eletto avranno l'onore di prendere la parola alla tribuna.

Budget e energia

Per quanto attiene ai dossier in agenda, la sessione invernale sarà consacrata. come tradizione, al preventivo 2024 della Confederazione. Rispetto al progetto del governo, le camere tenteranno di concedere più mezzi all'agricoltura, tagliando in altre voci di bilancio, come l'asilo. Si tratterà di un esercizio di equilibrismo affinché il budget rispetti il freno all'indebitamento. Nei prossimi anni la Confederazione dovrà stringere la cinghia.

A parte ciò, le questioni energetiche e climatiche non saranno dimenticate. Il Consiglio nazionale dovrà decidere se intende accelerare la realizzazione di centrali solari, eoliche e idroelettriche. Sempre alla Camera del popolo è in agenda la politica climatica per il 2025-2030, oggetto già trattato dagli Stati. La Camera dei Cantoni si occuperà invece di un progetto per lo sviluppo dell'economia circolare.

Hamas e migrazione

Anche durante questa sessione si terrà un dibattito straordinario sulla migrazione chiesto dall'UDC. Le camere esamineranno alcune mozioni che chiedono al Consiglio federale di revocare le agevolazioni concesse alle donne afghane in cerca di un approdo sicuro.

Il Parlamento dovrebbe inoltre approvare un atto parlamentare che preconizza la messa al bando di Hamas, da considerasi oramai come gruppo terroristico dopo gli attacchi del 7 di ottobre. Il Governo ha già presentato un progetto in tal senso che potrebbe concretizzarsi nei mesi a venire

Infine, il parlamento dovrà decidere se concedere o meno un maggior margine di manovra all'esecutivo per l'esportazione di materiale bellico anche verso Paesi in guerra ma che rispettano i nostri valori (tale deroga non vale però per il conflitto in Ucraina, n.d.r). La sostiene commissione del Consiglio nazionale competente la proposta contro il parere della sinistra.

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