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27.02.2020 - 09:370

Molta carne al fuoco per la sessione primaverile

Nazionale e Stati discuteranno di dissimulazione del volto, Legge sul CO2, Costituzione ticinese e molto altro

BERNA - Incomincia lunedì la sessione primaverile delle Camere federali. Molta la carne al fuoco per Consiglio nazionale e degli Stati che dovranno occuparsi di un numero insolitamente elevato di oggetti che faranno la spola tra le due Camere, alcuni dei quali relativamente urgenti.

Uno di questi dossier è la prevista introduzione di prestazioni transitorie per i disoccupati anziani. Il progetto, formulato dal Consiglio federale e approvato con qualche modifica in dicembre dagli Stati, è pensato per chi perde il lavoro dopo il 58esimo compleanno. La legge è stata elaborata per rendere più accettabile la libera circolazione delle persone in previsione della votazione, il 17 maggio, sull'iniziativa popolare dell'UDC che ne chiede la disdetta.

Il Parlamento ha poi tempo fino al 20 maggio 2020 per adeguare la legislazione svizzera in materia di protezione dei dati agli standard europei legati a Schengen. Le posizioni delle due Camere divergono in particolare per quel che concerne il cosiddetto "profiling" degli utenti.

I parlamentari hanno invece un po' più di tempo per definire il nuovo sistema di regolamentazione degli studi medici. L'attuale moratoria sulla loro apertura scade infatti a fine giugno 2021. Le soluzioni attualmente in discussione in Parlamento non soddisfano i cantoni che potrebbero lanciare un referendum.

Decisamente più ravvicinato è invece il termine - il 10 di aprile di quest'anno - per esaminare l'iniziativa popolare "Per imprese responsabili". Il testo mira a obbligare le imprese con sede in Svizzera a verificare regolarmente le conseguenze delle rispettive attività sui diritti umani e sull'ambiente, sia in Svizzera che, soprattutto, all'estero. Le divergenze riguardano il controprogetto indiretto.

Dissimulazione del viso - Altre iniziative popolari in discussione durante le tre settimane di sessione sono quelle "per prezzi equi" (previsto un controprogetto), "per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico" e quella che chiede il "divieto di dissimulare il viso".

Quest'ultima proposta di modifica costituzionale - lanciata dal comitato di Egerkingen, già all'origine del divieto di costruire nuovi minareti in Svizzera - non menziona direttamente il burqa e il niqab, ma chiede che su tutto il territorio nazionale non si possa più dissimulare il proprio volto nei luoghi pubblici. Eccezioni sono possibili soltanto per motivi inerenti alla sicurezza, alla salute, alle condizioni climatiche e alle usanze locali.

Per contrastate l'iniziativa le Camere hanno elaborato una legge federale sull'occultamento del volto, che mira in particolare a precisare in quali circostanze è obbligatorio mostrare il volto per identificarsi (trasporti pubblici, dogana o procedure amministrative). Durante la scorsa sessione, il Nazionale ha ritoccato al rialzo gli obiettivi del progetto includendovi disposizioni per la parità tra i sessi, che passano ora al vaglio degli Stati.

Legge sul CO2 - Il Nazionale tornerà da parte sua ad occuparsi revisione totale della legge sul CO2, che la camera aveva bocciato in prima lettura nel dicembre 2018. La nuova Commissione dell'ambiente ha invece approvato il progetto allineandosi alle decisioni dei "senatori" per quanto concerne in particolare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, i requisiti per i veicoli, la tassa sui biglietti aerei (tra 30 e 120 franchi) e il Fondo per il clima.

Quest'ultimo, che dovrà anche finanziare misure di riduzioni a lungo termine delle emissioni di CO2 degli immobili, dovrà in particolare tenere in considerazione le regioni periferiche di montagna.

La commissione vorrebbe inoltre che anche le PMI, come le grandi imprese a forte consumo energetico, possano essere esentate dalla tassa sul CO2 se si impegnano a limitare le rispettive emissioni. Propone quindi al plenum di stralciare il limite annuo di 10 mila franchi (Consiglio degli Stati), rispettivamente di 15 mila franchi (Consiglio federale) a partire dal quale l'esenzione verrebbe concessa.

Servizio civile, multe, Alpi e costituzione TI - Tra gli altri temi all'esame del Parlamento figura la riforma per rendere meno attrattivo il servizio civile. Gli Stati dovrebbero confermare l'introduzione di un periodo di attesa di dodici mesi per i soldati che hanno già compiuto la scuola reclute, misura osteggiata dal Nazionale.

Quest'ultima camera si occuperà poi della deducibilità, in Svizzera, delle sanzioni inflitte all'estero a banche e imprese. Gli Stati chiedono che sia possibile detrarre le multe se le sanzioni sono contrarie all'ordine pubblico svizzero (ad esempio se la società non ha avuto il diritto di essere ascoltata) o "se il contribuente dimostra in modo plausibile di aver intrapreso tutto quanto si poteva ragionevolmente pretendere per conformarsi alla legge".

Il Parlamento si occuperà anche del limite di spesa per la promozione del trasporto di merci per ferrovia attraverso le Alpi. Lo scorso novembre il Consiglio federale aveva chiesto di prorogare al 2026 la scadenza della misura e di innalzare il limite di spesa a 1,765 miliardi (periodo 2011-2026). La competente commissione del Nazionale propone 385 milioni di franchi supplementari e una posticipazione della scadenza al 2030.

Le Camere dovranno infine anche esprimersi sulla conformità al diritto federale delle modifiche costituzionali ticinesi sui diritti politici. Il governo e le commissioni dei due rami del legislativo propongono di concedere la necessaria garanzia federale.

Il 10 febbraio dello scorso anno i ticinesi avevano approvato in votazione quattro modifiche costituzionali concernenti i diritti politici dei ticinesi residenti all'estero, la revisione dei termini per la raccolta delle firme di iniziative e referendum, la modifica dell'attuale possibilità di sottoporre agli aventi diritto di voto due varianti nell'ambito di una revisione parziale della Costituzione cantonale, e il cambiamento delle regole concernenti il voto in caso di iniziative popolari legislative. I quattro progetti sono tutti stati approvati con percentuali di "sì" superiori al 70%.

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