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SVIZZERA

«La stabilità dei prezzi non è ancora garantita»

La BNS, assicura il presidente Thomas Jordan, non esiterà a inasprire la sua politica monetaria se sarà necessario
Depositphotos (swisshippo)
Fonte ats
«La stabilità dei prezzi non è ancora garantita»
La BNS, assicura il presidente Thomas Jordan, non esiterà a inasprire la sua politica monetaria se sarà necessario
ZURIGO - Nella lotta all'inflazione la Banca nazionale svizzera (BNS) rimane in trincea: la stabilità dei prezzi non è ancora garantita, avverte il presidente Thomas Jordan a un mese esatto dal tradizionale esame trimestrale della situa...

ZURIGO - Nella lotta all'inflazione la Banca nazionale svizzera (BNS) rimane in trincea: la stabilità dei prezzi non è ancora garantita, avverte il presidente Thomas Jordan a un mese esatto dal tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria, in programma il 14 dicembre.

«Non esiteremo a inasprire ulteriormente la nostra politica», ha affermato il 60enne nel suo intervento alla conferenza intitolata «Rischi globali, incertezza e volatilità», che si è tenuta ieri e oggi a Zurigo. «Nella prossima riunione valuteremo se le misure già adottate sono sufficienti a mantenere l'inflazione all'interno della fascia di stabilità dei prezzi nel lungo periodo», ha aggiunto.

Come noto la BNS considera che vi è stabilità dei prezzi se il rincaro è al massimo del 2%. In Svizzera l'inflazione si è attestata in ottobre al +1,7%, lo stesso livello di settembre e in lieve aumento rispetto al +1,6% di agosto e luglio. Nel 2022 il rincaro è stato del 2,8%:

La BNS continuerà a monitorare attentamente l'evoluzione dei prezzi nelle prossime settimane, ha aggiunto Jordan. A suo avviso l'istituto sta agendo in modo pragmatico, coerente e deciso, in linea con i criteri di gestione del rischio concordati. Ma in un contesto di inflazione più bassa e di tassi di interesse più elevati è diventato più difficile scegliere tra il rischio di un inasprimento troppo severo o troppo timido.

Le attuali tensioni geopolitiche creano una grande incertezza in relazione all'economia globale, ha proseguito l'esperto con dottorato all'Università di Berna e studi a Harvard (Usa). Anche la politica monetaria deve essere preparata ad affrontare questi rischi e le banche centrali devono avere le risposte pronte per i diversi scenari. Secondo Jordan gli istituti non dovrebbero però reagire troppo rapidamente a sviluppi economici inattesi: al contrario, è meglio che mantengano una visione a medio termine della politica monetaria, comunicandola costantemente al pubblico e ai mercati finanziari.

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