Non ricorre, si aprono le porte del carcere per Uli Hoeneß

Il presidente del Bayern Monaco si dimette e decide di non ricorrere: "E' stato l'errore più grande della mia vita"
BERLINO - Il patron del Bayern-Monaco Uli Hoeneß ha annunciato dimissioni dalla presidenza del Bayern e la rinuncia alla richiesta di appello nel processo a suo carico. Ieri con sentenza di primo grado è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per evasione fiscale per 27,2 milioni di euro (circa 33 milioni di franchi). Hoeness va dunque in carcere.
La leggenda del calcio tedesco, nato a Ulma (Baden-Württemberg) il 5 gennaio del 1952, amatissimo dai suoi tifosi: "Dopo aver parlato con la mia famiglia ho deciso di accettare il giudizio del tribunale di Monaco sulla mia vicenda fiscale", ha spiegato prendendo la parola dopo il clamoroso processo che si è concluso ieri a Monaco. "Ho dato incarico ai miei legali di non andare in appello. Questo corrisponde al significato che do al decoro, al comportamento e alla responsabilità personale".
"Inoltre lascio con effetto immediato gli incarichi di presidente del FC Bayern Monaco - ha aggiunto - e la presidenza del consiglio di sorveglianza. Vorrei evitare in questo modo danni alla mia associazione".
Chissà se i tifosi del Bayern Monaco, in occasione della prossima partita di campionato, dedicheranno il loro coro all'ormai ex presidente: "Uli Hoeneß, Uli Hoeneß, Uli Hoeneß, Du bist der beste Mann". (Uli Hoeneß, tu sei il migliore)



