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TURGOVIA
27.11.2013 - 17:250
Aggiornamento : 22.11.2014 - 11:40

13 e 9 anni e mezzo ai padri che hanno abusato dei figli

La pena più pesante è stata inflitta al genitore sieropositivo

SIRNACH - Tredici e 9 anni e mezzo di prigione per i due padri che hanno abusato sessualmente dei figli e hanno diffuso le foto su internet. Nella sentenza su quella che è considerata la più grave vicenda di pedofilia giudicata in Svizzera, il Tribunale distrettuale di Münchwilen riunito a Sirnach, nel canton Turgovia, è andato oltre le richieste del procuratore.

La pena di 13 anni - di due anni e mezzo superiore alla richiesta della pubblica accusa - è stata inflitta a un cittadino tedesco oggi 35enne che ha vissuto con il figlio di 7 anni nel canton Turgovia e in Argovia.

L'uomo ha avuto ripetuti rapporti sessuali con il figlio che si sono protratti anche quando ha saputo di essere sieropositivo. Ha pure diffuso le foto dei rapporti su internet e ha "venduto" il figlio a clienti pedofili contattati attraverso una chat per 300 franchi a serata.

Il 35enne - che secondo il suo difensore si guadagnava da vivere come "callboy" e come attore di film porno omosessuali - era pure accusato di aver somministrato in alcune occasioni al figlio dell'ecstasy liquida, o "gocce del K.O.", per infrangere ogni sua resistenza.

Il Tribunale lo ha giudicato colpevole per tutti i capi d'imputazione. Il presidente della corte ha definito le sue colpe "esorbitanti" e ha precisato che si è rinunciato a far ricorso all'internamento sulla base di una perizia psichiatrica che quattro anni fa non prevedeva questa misura. La sentenza non è ancora passata in giudicato, ma il difensore del 35enne ha dichiarato che il suo assistito non intende fare ricorso.

Il coimputato condannato a 9 anni e mezzo di prigione - due in più rispetto alla richiesta del procuratore - è uno svizzero del canton Glarona oggi 42enne che era entrato in contatto con il tedesco attraverso una chat per pedofili. Anche lui ha confessato di aver avuto rapporti sessuali con il proprio figlio di 6 anni e di averne diffuso le foto su internet.

Gli abusi sui figli durarono dal 2007 fino al maggio del 2008, quando i due padri furono arrestati nell'ambito di un'operazione di polizia internazionale contro la pedofilia e la pornografia infantile su internet. Entrambi i condannati si trovano in stato di esecuzione anticipata della pena da cinque anni.

Un terzo imputato nel processo, che è stato dispensato dal partecipare al dibattimento, è il compagno e coetaneo dell'imputato principale. Il Tribunale ha confermato in questo caso la richiesta della pubblica accusa: 18 mesi di prigione con la condizionale per avere avuto rapporti omosessuali con il partner davanti al figlio.

Durante il dibattimento che si è tenuto a porte chiuse - soltanto i giornalisti erano ammessi - i due accusati si sono detti pentiti per le loro "atroci azioni". Entrambi sono pure stati condannati a versare risarcimenti per diverse decine di migliaia di franchi ai rispettivi figli.

In un articolo pubblicato oggi, un giornalista del "Tages Anzeiger" ha cercato di ricostruire cosa è successo al figlio dell'imputato principale. Il ragazzo, che oggi ha 13 anni, era stato affidato all'epoca al padre perché la madre si trovava in prigione. Dopo l'arresto del genitore è stato seguito per cinque anni di giorno in un istituto del canton Argovia e di notte presso una famiglia affidataria.

Di recente il giovane è stato trasferito in un istituto in Germania: una decisione, ha spiegato il legale che lo ha rappresentato al processo, presa dalle autorità argoviesi per una questione di costi.

Ats


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