Le Constellation, il documento: «Il locale era strapieno»

I documenti della Procura vallesana dicono che nel sottoscala c'erano almeno 32 persone di troppo. Gli esperti: «Andava vietata l'attività».
CRANS-MONTANA - Troppe persone, più di quelle consentite. Nella taverna-bar del «Constellation», al momento dello scoppio dell’incendio, c'erano 132 persone, 32 in più di quello previsto dalle norme di sicurezza. Lo dicono le carte della procura vallesana, di cui diversi media fra cui NZZ riportano le conclusioni.
Un’unica via di fuga, quando ne sarebbero servite almeno tre - La notte di Capodanno quel locale era strapieno: fra piano terra e sottoscala, grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza, la Polizia cantonale è riuscita a contare 164 persone. Solo in 32 si trovano nel bar dell'ingresso. Ma il punto è un altro: un'unica uscita di sicurezza non sarebbe potuta bastare per garantire il sicuro deflusso di quei poveri ragazzi.
«La direttiva antincendio, fissata a livello nazionale dalla Federazione delle assicurazioni cantonali contro gli incendi, è inequivocabile: per le 132 persone nel seminterrato sarebbero state necessarie tre uscite larghe 90 centimetri ciascuna; con sole due uscite, una sarebbe dovuta essere larga 1 metro e 20» scrive la NZZ.
In realtà, teoricamente, c’erano solo due uscite, ma in pratica ve ne era solo una. Come è noto, la porta di emergenza del seminterrato era bloccata da uno sgabello. Un testimone ha raccontato che Jessica Moretti avrebbe dato ordine ai dipendenti di utilizzare solo l'ingresso principale per timore che i clienti se ne andassero senza pagare. Quindi, posto che non vi era altra possibilità per uscire dal locale, tutti i 132 ragazzi e ragazze che stavano festeggiando in taverna avevano solo una via di fuga, quella che portava al piano terra, dove però si trovavano anche le altre 32 persone che non erano scese giù di sotto.
Capienza ancora da chiarire - Se la via di fuga non rispettava le prescrizioni, c'è un altro elemento che invece a quasi tre mesi dalla catastrofe non è ancora stato chiarito, e cioè quante persone davvero poteva ospitare quel locale. Secondo gli esperti il numero di clienti dovrebbe essere indicato nella licenza di esercizio, ma su quella del Constellation le informazioni - stanto a quanto riporta NZZ - sono scarse e quel numero non è indicato.
In altri documenti è invece riportato: sono quelli presenti nei rapporti stilati da chi ha eseguito le ispezioni antincendio del 2018 e 2019 (anni degli ultimi controlli eseguiti nel locale). «Il responsabile della sicurezza annotò una capienza massima di 100 persone al piano terra, 100 al piano interrato e 50 nel locale riservato ai fumatori». Ma anche questa attestazione apparirebbe alquanto vaga. «Il fumoir fa infatti parte del piano interrato. Non è chiaro se i suoi 50 ospiti vadano aggiunti ai 100 del piano interrato o se siano compresi in quel numero». Quindi non è ancora stato fugato il dubbio se il Constellation avesse una capienza di 200 o di 250 persone. La procura vallesana sembra allinearsi all'ipotesi delle 250 persone, anzi addirittura «cita anche la cifra di 300. Così si legge negli atti in un documento per una futura perizia».
Per il piano terra, «l’ispettore antincendio prescrisse un massimo di 100 persone. Ma questo è in contrasto con le direttive valide a livello nazionale. Anche ammettendo la presenza di sole 100 persone ammesse al piano terra, sarebbero state necessarie almeno due uscite di sicurezza funzionanti». Ma ce n'era solo una.
Altra non conformità: la porta che dal bar portava in giardino si apriva verso l'interno, «cosa consentita per legge solo in locali fino a 20 persone». Alcuni esperti in misure antincendio interpellati da NZZ sono giunti a una severa conclusione : «Anche solo per 50 ospiti, le autorità avrebbero dovuto vietare l’attività a un locale simile». Ma chi doveva vietare non ha vietato e non è più passato a fare i controlli dopo il 2019.



