«L'anno scorso la squadra era molto più forte»

L'ex bandiera dell'ACB Manuel Rivera: «La squadra è finita in un burrone. Trujillo dovrà pensare bene come intende proseguire».
L'ex bandiera dell'ACB Manuel Rivera: «La squadra è finita in un burrone. Trujillo dovrà pensare bene come intende proseguire».
BELLINZONA - Bellinzona è un'isola infelice. Stadio vuoto, molti mugugni, tensioni a non finire e spettatori sempre più disaffezionati di una squadra che negli ultimi anni ha totalmente perso la sua identità. Oltre a ciò, è venuta meno anche la fiducia verso chi si trova sul ponte di comando. E, a meno di miracoli, il tutto sfocerà nella retrocessione in Promotion League. Un salto in basso che, si spera, possa far fare un bagno d'umiltà a tutti gli attori coinvolti.
«È veramente dura e triste... - ha detto l'ex bandiera dell'ACB Manuel Rivera - Non sempre riesco ad andare allo stadio e guardando le partite del Bellinzona in televisione soffro sempre un sacco. Ormai la situazione è durissima: la squadra è finita in un burrone, dal quale è difficile risalire. Non sembra esserci via d'uscita e le prestazioni lasciano alquanto a desiderare. Ci vorranno sette/otto vittorie per salvarsi, sarà durissima. Ma finché la matematica non ci condanna...».
Parlando soltanto del manto erboso: cosa non ha funzionato secondo te quest'anno?
«Senza nulla togliere alla squadra attuale, trovo che l'organico dello scorso anno fosse nettamente superiore a quello che c'è ora. Se pensiamo alle partenze di Sauter, Sutter, Nkama, Sabbatini e Nivokazi, diciamo che la squadra ha perso tantissimo. Sono cinque giocatori che ti facevano la differenza non solo a livello calcistico, ma anche e soprattutto sotto l'aspetto del carattere e dell'esperienza».
Trujillo ha affermato che resterà anche in caso di retrocessione. Cosa dovrà fare per riportare in alto la squadra?
«Bisognerà capire come penserà di impostare il futuro del club e quale strategia vorrà adottare. Non conosco la nuova proprietà e per questo non voglio dare giudizi su qualcosa che non conosco».
A inizio stagione aveva parlato di Super League... Un azzardo...
«Alle nuove proprietà bisogna sempre dare del tempo, questo è sicuro. Lui, parlando di Super League entro due anni, si è tirato la zappa sui piedi. Personalmente, già negli scorsi mesi, in occasione di un dibattito in TV, avevo detto che raggiungere la massima serie in due anni sarebbe stato difficilissimo. A bocce ferme, dovrà ragionare su come pensa di andare avanti».
TiPressC'è chi "sogna" che a Bellinzona si possa ripartire da una proprietà locale...
«Personalmente non sono contro le proprietà estere. Tuttavia, mi piacerebbe che queste collaborino con potenziali investitori locali, così da creare una forza maggiore. Unendo le forze si farebbe soltanto il bene del Bellinzona. Inoltre mi piacerebbe che ci sia una sana sinergia fra tutte le parti coinvolte: società, tifosi, città. Con questi continui litigi, ci va di mezzo soltanto l'ACB, una società gloriosa di oltre cent'anni, e i suoi tifosi».
Tu che giri tanto per la città, cosa si dice dell'ACB?
«Oggi, in città, non si sente più tanto parlare dell'ACB, contrariamente a quanto accadeva negli anni scorsi. La gente non va allo stadio e la situazione è davvero molto triste. Non c'è più la passione che c'era una volta. Magari una salvezza all'ultimo respiro potrebbe riaccendere la miccia... Bisogna fare di tutto affinché l'entusiasmo non si spenga del tutto... Quando noi nel '96/'97 eravamo andati in Prima Lega c'era stato un calo vistoso di pubblico, non marcato come adesso, ma in pochi anni la fiammella si era poi riaccesa. Il calcio è ciclico...».





