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Cabinovia crollata, resta la domanda: colpa del vento o delle scelte umane?

Dopo il tragico incidente alla funivia di Engelberg, le indagini puntano sulle scelte gestionali prese durante i forti venti di föhn, e non sul guasto tecnico.
AFP
Cabinovia crollata, resta la domanda: colpa del vento o delle scelte umane?
Dopo il tragico incidente alla funivia di Engelberg, le indagini puntano sulle scelte gestionali prese durante i forti venti di föhn, e non sul guasto tecnico.

ENGELBERG - A due giorni dal tragico incidente alla funivia di Engelberg, costato la vita a una donna di 61 anni, l'inchiesta tende a puntare il dito non tanto sul guasto tecnico, quanto piuttosto contro le avverse condizioni meteorologiche e sulle decisioni operative adottate quel giorno. «È una storia terribile. Non dovrebbe succedere», ha dichiarato il CEO delle Bergbahnen, Norbert Patt. L’impianto coinvolto resta chiuso al pubblico ed è stato sostituito temporaneamente da una funivia per garantire il collegamento con il Titlis, mentre il resto del comprensorio sciistico continua a funzionare regolarmente, su decisione del Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI).

Philippe Thürler, responsabile del settore funivie e navigazione presso la SISI, sulle pagine del Tages Anzeiger ha spiegato che non vi sono motivi per chiudere l’intero impianto. «Abbiamo concluso l’analisi del luogo dell’incidente e il sistema di aggancio è ora nei nostri laboratori per ulteriori verifiche. Dopo il controllo della fune e delle rulliere, il servizio può proseguire.» La SISI non ritiene necessarie misure immediate legate al tipo di impianto. «Non abbiamo indicazioni di un problema sistematico, ad esempio legato a uno specifico tipo di aggancio.»

Proprio il morsetto era finito ieri al centro di speculazioni diffuse online da diversi portali, anche alla luce di una precedente indagine del 2021. Patt respinge il confronto, dato che l’impianto coinvolto utilizzerebbe un sistema di aggancio diverso da quello analizzato nello studio del 2021: più recente e ampiamente utilizzato. Non sarebbe quindi comparabile.

Le indagini dunque si sono rapidamente spostate dagli aspetti tecnici alle procedure operative e alle condizioni meteo. Il giorno dell’incidente, l’area era interessata da forti venti di föhn. Al momento dell’accaduto, la compagnia aveva già sospeso l’imbarco dei passeggeri e stava rallentando l’impianto per riportare le cabine a monte in sicurezza.

I dati meteorologici confermano la violenza del fenomeno: raffiche fino a 96 km/h sono state registrate poco dopo le 11, orario compatibile con l’incidente. Secondo Meteo Svizzera, si trattava di una situazione tipica ma intensa, con venti discendenti capaci di aumentare di velocità verso valle. Nonostante un’allerta meteo di livello 2 emessa al mattino, l’azienda aveva ritenuto possibile proseguire le operazioni in sicurezza sulla base delle analisi disponibili.

L'azienda costruttrice: «Colpa del vento» - Anche per l'azienda costruttrice Garaventa è stata un'"inaspettata forte raffica di vento" ad aver causato l'incidente. Secondo un comunicato diramato oggi la violenta folata avrebbe fatto oscillare la cabina in modo tale da provocarne la collisione con un traliccio, e poi il conseguente distaccamento dal cavo Al momento dell'incidente, ha precisato Inauen, nella zona in cui si è consumata la tragedia si registravano venti forti e a raffiche. Stando al CEO, le verifiche effettuate finora indicano che l'impianto era tecnicamente in condizioni impeccabili al momento dell'incidente, verificatosi mercoledì intorno alle ore 11:00, quando la cabina è piombata a terra e si è ribaltata più volte giù per un pendio.


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