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Richiedenti asilo e ucraini: autorizzati a lavorare

È quanto prevedono due ordinanze adottate oggi dal Consiglio federale.
Foto TiPress
Fonte ats
Richiedenti asilo e ucraini: autorizzati a lavorare
È quanto prevedono due ordinanze adottate oggi dal Consiglio federale.

BERNA - I richiedenti asilo, i titolari dello statuto S (Ucraini) e gli stranieri devono poter esercitare un’attività lucrativa. È quanto prevedono due ordinanze adottate oggi dal Consiglio federale e inviate in consultazione fino al 29 di giugno.
Il mandato di integrazione a favore dei titolari dello statuto S deve essere inserito a livello di ordinanza. Inoltre, il programma pilota di Pretirocinio d'integrazione (PTI), che prepara gli adolescenti e i giovani adulti stranieri arrivati in Svizzera in età avanzata a seguire un apprendistato, dovrebbe diventare un programma federale permanente.

Le persone la cui domanda per ottenere lo statuto di protezione S è in fase di esame devono d'ora in poi essere autorizzate a lavorare. Ciò vale già per i richiedenti l'asilo, previa autorizzazione dell'autorità cantonale competente. Queste misure di integrazione devono essere finanziate con i contributi federali, già prima che venga presa una decisione. I Cantoni potranno inoltre ricorrere ai contributi federali per attuare misure di integrazione più approfondite per i richiedenti asilo. Questi ultimi devono avere accesso a tutte le misure di prima integrazione, come le valutazioni del potenziale o i programmi volti a promuovere l’idoneità a seguire una formazione. Attualmente, il sostegno proposto si limita alle offerte di formazione, in particolare linguistica.

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