Polizia razzista, gravi accuse a Losanna
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VAUD
24.06.2020 - 12:020
Aggiornamento : 15:01

Polizia razzista, gravi accuse a Losanna

Dopo Francia e Stati Uniti, nell'occhio del ciclone finisce il corpo della capitale vodese

Diverse le testimonianze raccolte di presunte vittime. Le accuse vanno dall'abuso di potere, alla violenza fisica vera e propria.

LOSANNA - Il razzismo in seno ai corpi di polizia. Il tema è di quelli d'attualità, dopo la morte dell'afroamericano Floyd. E non sta risparmiando la Svizzera. Dopo manifestazioni contro il razzismo tenutesi in diverse città, arrivano le prime accuse nei confronti dei corpi rossocrociati. A rivelarlo è un sondaggio del "Tages-Anzeiger". 

Due impiegati di una struttura che si occupa di senzatetto, affermano di aver visto agenti brutalizzare regolarmente alcune persone di colore. Senza una ragione apparente. I testimoni asseriscono inoltre di aver notato molti abusi di potere. Passaporti strappati o denaro sequestrato sotto copertura e fatto sparire... «Mi è capitato di accompagnare delle persone al vicino posto di polizia, subito dopo una confisca - afferma Marina Ukaj, assistente sociale -. Non risultava nulla riguardo al sequestro». 

Il racconto dell'ex poliziotto - L'ex agente Andréas Janin si è dimesso nel 2016, disturbato da questo tipo di pratiche. Interrogato da diversi media, ha parlato di «pressioni» verso gli africani e di continui confronti con le scimmie bonobo. Ha ricordato controlli corporali, intimi, al solo scopo di umiliare. O strangolamenti fino allo svenimento. 

Casi penalmente perseguibili - Il portavoce della polizia di Losanna, Jean-Philippe Pittet, afferma di essere completamente all’oscuro di questa faccenda. «La polizia può confiscare denaro, ma deve rilasciare un documento che attesti il sequestro. Questi episodi, fossero veri, violano l'etica della polizia e sono penalmente perseguibili». 

Le vittime - Sono tre le testimonianze di presunte vittime di violenza da parte della polizia, raccolte dal collettivo Jean Dutoite e pubblicate sul quotidiano svizzero-tedesco. 

Uno dei soggetti interpellati sostiene di essere stato picchiato in uno scantinato della stazione di polizia. Un altro racconta di essere stato abbandonato in un bosco di notte, a dicembre, senza laptop, giacca o scarpe. Un terzo assicura di aver subito uno strangolamento, di essere svenuto e di aver ricevuto colpi al volto. Dopo una visita medica, avrebbe anche tentato di denunciare. Invano.

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