Cerca e trova immobili
SOLETTA

Sui 122 cani soppressi ci sono state troppe omissioni: Soletta sotto accusa

Un rapporto indipendente punta il dito sulle carenze delle autorità nell'affrontare i rischi legati al maltrattamento nella fattoria di Ramiswil.
Sui 122 cani soppressi ci sono state troppe omissioni: Soletta sotto accusa
Roland Galli
Fonte ATS
Sui 122 cani soppressi ci sono state troppe omissioni: Soletta sotto accusa
Un rapporto indipendente punta il dito sulle carenze delle autorità nell'affrontare i rischi legati al maltrattamento nella fattoria di Ramiswil.

SOLETTA - Le autorità solettesi non hanno considerato a sufficienza i rischi nel caso della fattoria di Ramiswil (SO) in cui lo scorso mese di novembre era emerso un grave caso di maltrattamento di animali. È quanto emerge da un rapporto indipendente di uno studio legale, presentato oggi ai media a Soletta.

In particolare il servizio veterinario viene accusato di essersi concentrato troppo sulle misure amministrative. Sono invece stati sottovalutati i rischi dei maltrattamenti subiti dai 122 cani - tutti quanti poi soppressi a causa del loro stato di salute malandato - in rapporto alle specificità delle loro razze. Le autorità hanno concesso troppa fiducia, sostiene il rapporto, alla proprietaria 57enne della fattoria, attualmente oggetto di un'indagine penale.

Il deterioramento delle condizioni nell'allevamento di Ramiswil non sarebbe da ricondurre a decisioni errate o a lacune del servizio veterinario. Tuttavia non per tutti i cani era per forza necessaria l'eutanasia, si legge ancora nella relazione esterna.

Oltre ai cani le autorità cantonali avevano preso in consegna anche 43 cavalli, nel frattempo venduti all'asta, e due capre.

Intanto la Protezione svizzera degli animali reagisce con una denuncia penale al rapporto d'inchiesta. L'uccisione dei 122 cani non è comprensibile ed è stata effettuata senza una verifica individuale, scrive a riguardo. «Il rapporto d'inchiesta indipendente sul caso Ramiswil è un documento scioccante e deprimente del fallimento umano» scrive la Protezione svizzera degli animali (STS). La sua denuncia penale è rivolta contro ignoti.

Protezione degli animali chiede chiarimenti
Il rapporto discute le circostanze esatte del perché, come e con quali metodi siano stati uccisi i 122 cani solo in modo insufficiente, si legge nel comunicato. In questo contesto, la proporzionalità gioca un ruolo importante. Le autorità inquirenti devono chiarire completamente la soppressione di tutti i 122 animali.

Dal punto di vista della STS, l'appartenenza a una determinata razza - molti degli animali coinvolti erano cani da protezione del gregge - non deve essere un criterio per sopprimere un cane. Piuttosto, prima di una decisione di soppressione, lo stato di salute e il carattere di ogni singolo animale devono essere esaminati approfonditamente.

Per la STS, il rapporto mostra che i meccanismi di controllo statali non sono stati sufficienti. "È evidente che in questo caso non solo la proprietaria degli animali ha fallito, ma anche la vigilanza. Se alla fine devono essere soppressi circa 122 cani, sorge inevitabilmente la questione della responsabilità delle autorità", è stato citato il presidente della STS Peter V. Kunz.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE