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SVIZZERA

Carceri piene? Anche per colpa di chi non paga le multe

Lo Stato perde ogni anno diversi milioni per le detenzioni a breve termine.
Foto Deposit
Fonte TAGES-ANZEIGER
Carceri piene? Anche per colpa di chi non paga le multe
Lo Stato perde ogni anno diversi milioni per le detenzioni a breve termine.

ZURIGO - Detenuti a "tempo ridotto" ma che affollano le carceri svizzere, rappresentando quasi la metà dei reclusi. Sono le persone cui è stata inflitta una pena detentiva a breve termine per non avere pagato ad esempio una multa. Sono un problema - per un sistema carcerario già al limite delle sue capacità di capienza - quei 4mila detenuti che ogni anno entrano a fare parte della categoria.

E così in parlamento c'è chi - come la consigliera nazionale socialista Jessica Jaccoud - chiede che la "pena detentiva sostitutiva" possa essere applicata solo per reati con una multa di almeno 5000 franchi» si legge in un articolo del Tages-Anzeiger.

Il Consiglio federale l'appoggia e precisa che «la rinuncia alle pene detentive sostitutive è ipotizzabile solo per le multe di basso importo». Se ne discuterà oggi nel Nazionale.

«Possiamo alleggerire le nostre carceri se liberiamo quei detenuti che sono solo troppo poveri per pagare una multa, ma che in realtà non sono stati condannati a una pena detentiva» dichiara la parlamentare socialista.

L'idea di questa specie di "amnistia da contravvenzione" ha già provocato una levata di scudi da parte di diverse forze politiche. Una su tutti la compagine dell'UDC: «Se iniziamo da qui ad ammorbidire le pene, perdiamo l’effetto deterrente. Anche le multe per viaggiare senza biglietto o per parcheggio irregolare non devono essere banalizzate» spedisce al mittente la proposta Mauro Tuena.

Christoph Urwyler del Centro svizzero di competenza per l’esecuzione delle pene studia da diversi anni le condizioni di detenzione e il reinserimento delle persone vulnerabili e ha ben chiaro il quadro di quanto costi allo Stato il detenuto "breve".

«Gli ingressi e le uscite dalle carceri comportano molto lavoro per il personale, amministrativo e organizzativo - ha dichiarato al quotidiano zurighese - anche dal punto di vista finanziario la pena detentiva sostitutiva non è conveniente: costa allo Stato più di quanto sarebbe stato incassato con la multa originaria». In soldoni? «Se consideriamo tutti i costi e sottraiamo la somma della multa, ogni giorno in carcere comporta una perdita di circa 30 franchi. Lo mostra uno studio del Cantone di Zurigo. Su base annua, ciò comporta la perdita di diversi milioni di franchi per lo Stato».

Ma chi sono questi detenuti. Urwyler spiega che si tratta perlopiù di soggetti con una situazione economica e sociale precaria, non in grado «di pagare sanzioni pecuniarie o multe. Spesso soffrono di dipendenze o hanno altri problemi personali, spesso di natura psichica. Sono stati condannati per lo più per reati minori, come viaggiare senza biglietto sui mezzi pubblici o piccoli furti nei negozi».

Ci sono poi le persone che non vogliono pagare: per esempio i condannati per eccesso di velocità o «gli appartenenti all’area dei negazionisti dello Stato. Ma lo Stato può procedere nei confronti di queste persone per recuperare coattivamente la somma di denaro, fino al pignoramento».

Urwyler non crede a chi sostiene che - decaduta la pena - venga meno il fattore deterrente. Questo perché a suo avviso «oggi lo Stato ha la possibilità di far valere la propria pretesa punitiva: nei confronti dei "non paganti" può ordinare una procedura di esecuzione, che ha comunque un effetto deterrente, mentre nei confronti dei "non solvibili" può offrire alternative, come il lavoro di pubblica utilità».

Un'alternativa quest'ultima che però nei Cantoni non viene spesso messa in pratica. Le ragione per Urwyler sono da ricercarsi nel fatto che pur essendoci una rete anche estesa di istituzioni e aziende dove le persone coinvolte possono scontare la loro pena lavorando, «spesso queste persone, a causa dei loro numerosi problemi, hanno difficoltà a comunicare con le autorità cantonali. Oppure non sono nemmeno raggiungibili per posta, perché senza fissa dimora. Molti non sono a conoscenza di questa alternativa o non riescono a presentare la domanda necessaria» ha spiegato l'esperto.

Ma in un Paese dove alla fine del 2025 la percentuale di occupazione nei penitenziari era del 96%, stralciare la misura detentiva breve da multa significherebbe - come è accaduto in Svezia e Finlandia - «un notevole alleggerimento delle carceri. Parliamo di una riduzione dell’occupazione di almeno cinque-sette per cento e soprattutto di una grande diminuzione del carico organizzativo per le autorità e il personale penitenziario, se non dovessero più gestire migliaia di ingressi e uscite».

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