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VALLESE

Vie di fuga, capienza e responsabilità: i nodi aperti della tragedia di Crans-Montana

Incendio al bar Le Constellation: restano molti dubbi sul rispetto delle norme di sicurezza.
afp
Fonte NZZ
Vie di fuga, capienza e responsabilità: i nodi aperti della tragedia di Crans-Montana
Incendio al bar Le Constellation: restano molti dubbi sul rispetto delle norme di sicurezza.

CRANS-MONTANA - A una settimana dal devastante incendio che ha colpito il bar vallesano «Le Constellation», continuano a emergere elementi utili a ricostruire quanto accaduto, ma restano numerosi interrogativi fondamentali.

I nodi ancora aperti - La NZZ ha fatto il punto sui diversi nodi ancora aperti. Le indagini dovranno stabilire se la ristrutturazione del locale rispettasse i requisiti legali; tuttavia, alcune caratteristiche strutturali potrebbero aver inciso in modo significativo sulla possibilità che tutti gli ospiti si mettessero in salvo.

La scala stretta - Secondo i video della notte del 1° gennaio, quando le fiamme si sono propagate rapidamente, i presenti hanno cercato di fuggire lungo la scala che conduce dal piano interrato all’esterno. Si tratta di una via di fuga problematica: la scala era stata ristretta circa dieci anni fa fino a una larghezza di 1,37 metri. Formalmente, tale misura risulta conforme alle direttive intercantonali di protezione antincendio, che fissano a 1,20 metri la larghezza minima per le scale rettilinee su un percorso di evacuazione.

La porta restringe il passaggio - I problemi emergono tuttavia in cima alla scala, dove una porta intermedia immette nella veranda invernale, uno spazio coperto e vetrato. Le immagini mostrano come già in quel punto si formi un forte assembramento. La porta, larga circa 90 centimetri e apribile verso l’interno, restringe ulteriormente il passaggio, sporgendo nello spazio in cui le persone fuggono.

L'ulteriore uscita - Anche all’ingresso principale si crea una situazione di congestione che rallenta l’uscita all’aperto. Esistono porte scorrevoli laterali nella veranda, una delle quali viene aperta in un video, ma non è chiaro quante persone abbiano potuto utilizzarle. Sullo stesso livello è presente un’ulteriore uscita che conduce all’edificio adiacente, ma resta incerto quanti ospiti ne fossero a conoscenza e se sia stata individuata nel fumo e nel panico.

La capienza? - Un aspetto decisivo riguarda la capienza del locale. Il giorno stesso dell’incendio «Le Constellation» veniva pubblicizzato online con una capacità di 300 persone, soglia che comporta obblighi più severi in termini di uscite di sicurezza. Oltre le 200 persone, le norme richiedono più uscite, ciascuna larga almeno 1,20 metri.

L'autorizzazione - Secondo le verifiche della NZZ, né la porta intermedia né quella esterna raggiungevano tale misura nella configurazione della notte dell’incendio. Il comune sostiene invece che il locale fosse autorizzato per 200 persone complessive, in tal caso sarebbero state ammesse combinazioni di uscite più strette. Determinante sarà dunque stabilire la capienza autorizzata e il numero effettivo di presenti.

La seconda uscita era ostruita? - Infine, diverse testimonianze parlano di una possibile seconda uscita nel retro del bar sotterraneo, in corrispondenza del "Bar Clandestin", uno spazio presentato come area esclusiva e appartata. Secondo alcune fonti, quell’uscita sarebbe stata spesso ostruita o chiusa. Se fosse esistita ed eventualmente fosse stata accessibile e segnalata, avrebbe potuto offrire una via di fuga supplementare. Le indagini dovranno chiarire questi punti cruciali. Le risposte saranno determinanti non solo per accertare le responsabilità, ma anche per comprendere come una tragedia di questo tipo abbia potuto verificarsi e quali insegnamenti trarne per prevenirne altre in futuro.

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