Alfred Gantner, il miliardario che è pronto a fondare un nuovo partito

Alfred Gantner, miliardario svizzero e cofondatore di Partners Group, valuta la fondazione di un nuovo partito dopo le tensioni nel PLR sugli accordi UE.
ZURIGO - L'ultima volta che abbiamo parlato di Alfred Gantner è stato in occasione della sonora bocciatura dell'Iniziativa per il futuro. Si era parlato di lui perché fece notizia il fatto che un miliardario chiedesse più tasse per i super ricchi.
Oggi si torna a parlare di lui perché - stando a un articolo del Tages Anzeiger - il famoso miliardario sta guardando a nuovo progetto politico: la fondazione di un partito.
Innazitutto è d’obbligo presentare il personaggio: nel 2025 nessun altro imprenditore svizzero ha fatto tanto parlare di sé quanto Alfred “Fredy” Gantner, cofondatore della Partners Group. Ha costruito la sua villa a Meggen, nel Canton Lucerna, dove si applica uno dei moltiplicatori fiscali più bassi del Cantone. Un dettaglio tutt’altro che irrilevante - fa notare il Tages Anzeiger - per un uomo che la rivista Bilanz annovera tra i 300 più ricchi della Svizzera, con un patrimonio stimato in circa 3 miliardi di franchi. La proprietà – formalmente intestata alla moglie Cornelia – si estende su 35mila metri quadrati affacciati sul Lago dei Quattro Cantoni, con villa principale, dependance, piscina e rimessa per barche: valore stimato, 160 milioni di franchi.
Nel villaggio, Fredy Gantner è conosciuto come una persona cordiale, che saluta tutti e partecipa alle feste locali. Ma dietro questa immagine conviviale si cela una figura complessa e difficile da incasellare: l’uomo forte della Partners Group, società che in meno di 25 anni è passata dal nulla a diventare uno dei colossi finanziari internazionali, tra le 20 aziende più preziose della Svizzera.
La foto nello studio Ovale e la polemica - Il momento di massima esposizione pubblica arriva con la visita a Donald Trump. Gantner compare nello Studio Ovale insieme ad altri imprenditori miliardari, immortalato in una foto che fa il giro del mondo. Il gruppo avrebbe omaggiato il presidente statunitense con un lingotto d’oro e un orologio Rolex da tavolo. Anche il Financial Times parla di “diplomazia degli oligarchi”, sollevando critiche.
Chi è davvero Fredy Gantner? Un “oligarca” freddamente calcolatore, come lo definiscono alcuni ambienti politici a Berna? Un imprenditore che persegue soprattutto interessi personali e sogna una “Svizzera stile Singapore”, con poche regole per l’economia, come sostiene il co-presidente del PS Cédric Wermuth? Oppure un uomo di fede, cresciuto in condizioni modeste, che non ha dimenticato le proprie origini e si preoccupa dell’indipendenza e della prosperità del Paese?
Di certo, il 57enne calibra con attenzione ogni apparizione pubblica. È consapevole di dividere l’opinione pubblica. Cresciuto in un condominio popolare dell’Argovia, al 15° piano, e poco dotato per il calcio – come lui stesso ammette – trova presto la sua strada altrove: apprendistato bancario, studi a Salt Lake City, conversione alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, Goldman Sachs, la famiglia (cinque figli e due nipoti), la fondazione della Partners Group, la quotazione in borsa e infine lo status di miliardario.
Tra affari, politica e contraddizioni - La foto nello Studio Ovale lo ritrae in abito scuro e cravatta rossa, simbolo dell’estetica trumpiana. Gantner rivendica di aver avuto accesso diretto al presidente USA e di aver contribuito a mediare un accordo sui dazi: dal 39 al 15 per cento.
Alle critiche reagisce inizialmente con irritazione, poi concede interviste e interviene due volte alla televisione svizzero tedesca, difendendo l’operato del Consiglio federale e della presidente Karin Keller-Sutter. Tuttavia, molti restano scettici: Gantner sostiene che un accordo sarebbe stato possibile già in maggio, affermazione contestata a Berna. Inoltre, i suoi interessi negli Stati Uniti sono rilevanti: quasi la metà dei 170 miliardi di dollari gestiti dalla Partners Group è investita in Nord America, senza contare partecipazioni come Breitling o il gruppo energetico Esentia.
Sul piano personale, Gantner ama presentarsi in modo informale: giacche leggere, toni sobri. Poi, improvvisamente, il silenzio mediatico. “È stato detto tutto”, risponde via WhatsApp a chi gli chiede ulteriori interviste.
Un imprenditore che divide - Amici, avversari politici e partner d’affari descrivono un uomo ambizioso, corretto ma combattivo, che non si accontenta mai. Ha guadagnato miliardi, ma ha sostenuto l’iniziativa contro le retribuzioni eccessive dei manager. Ha dichiarato che il denaro non è mai stato centrale per lui – “forse me lo racconto da solo”, ammette – e ha mandato i figli a scuola pubblica, viaggiando in classe economica.
Allo stesso tempo, ha donato spontaneamente un milione di franchi all’azione SRF “Jeder Rappen zählt” ("Ogni centesimo conta"), oltre a milioni per altri scopi benefici e alla Chiesa. Ha sempre abitato in Comuni fiscalmente vantaggiosi. Ha sostenuto l’iniziativa contro l’immigrazione di massa, pur guidando un’azienda internazionale, e dopo aver combattuto l’iniziativa sull’imposta di successione dei giovani socialisti ha chiesto un aumento dell’imposta sulla sostanza.
Ambizioni politiche - Da anni Gantner si confronta con temi di politica istituzionale in modo non convenzionale. Alcuni lo vedono addirittura come un potenziale consigliere federale. Più concreta è la sua influenza attraverso Kompass Europa, movimento critico verso l’UE da lui finanziato insieme ai soci, altrettanto ricchi, Marcel Erni e Urs Wietlisbach. Dopo aver promosso un’iniziativa sui Bilaterali III, il gruppo valuta ora la trasformazione in partito politico.
Ufficialmente, Gantner sembra non ambire a una carica. Ma tra i suoi conoscenti c’è chi non esclude che, dopo il successo economico, cerchi una nuova sfida. Lui continua a criticare l’Unione europea, accusata di una politica economica sbagliata: “L’Europa procede a passo di lumaca”, ha detto di recente, rivendicando la sua esperienza con decine di aziende e migliaia di dipendenti. «È stato riferito che, dopo che il PLR svizzero ha espresso un "sì" agli accordi con l'UE, diversi membri insoddisfatti all'interno del partito si sono rivolti a noi con il desiderio di fondare un nuovo partito. Ora stiamo valutando la questione più da vicino», ha dichiarato di recente il direttore generale di Kompass Europa, Philip Erzinger. Non è stata ancora presa alcuna decisione. Gantner, Erni, Wietlisbach ed Erzinger dovranno probabilmente discutere ulteriormente la questione per un po' di tempo. A quanto pare, sono sostenuti da "alcune decine" di membri del PLR che hanno avviato la discussione. Non vengono menzionati nomi, ma a quanto pare tra loro figurano personalità di spicco e membri dell'esecutivo. Ciò che li accomuna è il disaccordo con il voto dei delegati del PLR a favore degli accordi con l'UE.
La co-presidente del PLR, Susanne Vincenz-Stauffacher, non sembra impressionata dal potenziale nuovo partito. Secondo lei, le divergenze sulla politica europea non sono sufficienti a convincere un liberale a lasciare il partito. «La nostra diversità liberale è un punto di forza», ha dichiarato Vincenz-Stauffacher al Tages-Anzeiger. Filippo Leutenegger descrive la fondazione di un nuovo partito come un'impresa erculea e non crede che le divergenze sulla politica europea del PLR siano sufficienti. «Sono tranquillo al riguardo», ha dichiarato al Tages-Anzeiger.
Partners Group
Fondata nel 1996, la Partners Group gestisce patrimoni per grandi investitori come casse pensioni, acquistando aziende sottovalutate per rilanciarle e rivenderle con alti rendimenti. Un modello ispirato alle pratiche americane apprese a Goldman Sachs, che inizialmente ha creato attriti con la cultura svizzera, più prudente.
Gantner è descritto come una personalità guidata da valori, con una forte dimensione spirituale, ma anche come un leader esigente e orientato ai risultati. “Non conta quanto denaro si ha, ma cosa se ne fa”, ripete spesso. Un principio che ama discutere durante escursioni in montagna, come quelle sul Wildspitz, da cui si gode una vista a 360 gradi sulle Alpi.



