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SVIZZERA

Lavoriamo di meno, ma siamo sempre più stressati. Perfino nel tempo libero. Ecco perché

Quasi il 30% della popolazione svizzera afferma di essere "spesso" o "quasi sempre" stressato. Eppure il tempo libero non manca
Depositphotos (AndrewLozovyi)
Fonte 20minuten
Lavoriamo di meno, ma siamo sempre più stressati. Perfino nel tempo libero. Ecco perché
Quasi il 30% della popolazione svizzera afferma di essere "spesso" o "quasi sempre" stressato. Eppure il tempo libero non manca
BERNA - Alzarsi, fare colazione, andare al lavoro. Tornare a casa, cucinare, mangiare e andare a letto. Le persone in Svizzera sono sempre più stressate. Lo afferma uno studio pubblicato di recente dall'Istituto Gottlieb Duttweiler: quas...

BERNA - Alzarsi, fare colazione, andare al lavoro. Tornare a casa, cucinare, mangiare e andare a letto. Le persone in Svizzera sono sempre più stressate. Lo afferma uno studio pubblicato di recente dall'Istituto Gottlieb Duttweiler: quasi il 30% della popolazione svizzera in età lavorativa si sente spesso o addirittura quasi sempre stressata. Due terzi degli intervistati afferma che lo stress causato dalla mancanza di tempo è aumentato negli ultimi cinque anni. Eppure, gli svizzeri lavorano sempre meno. 

Se si considera il tempo che si trascorre al lavoro e lo si compara a epoche passate, c'è di che sorprendersi. Stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica, il tempo dedicato alle attività lavorative è diminuito del 37% dal 1950 a oggi: se un tempo gli svizzeri lavoravano 2'500 ore all'anno, oggi ne lavorano soltanto 1'500. Ma come mai gli svizzeri si sentono così stressati? 

Le ragioni sono principalmente due: da un lato il lavoro non retribuito è in aumento sia per gli uomini che per le donne. E dall'altro anche le attività ricreative e in particolare la loro organizzazione possono risultare stressanti.

È l'opinione di uno degli autori dello studio, Gianluca Scheinegger: «Abbiamo sempre più tempo libero a disposizione, ma il tempo a disposizione complessivo è sempre lo stesso. Questo comporta l'aumentano delle attività alle quali dobbiamo rinunciare e con esse la sensazione di non stare utilizzando il tempo in maniera produttiva. L'ozio non è visto di buon occhio», afferma il ricercatore. 

Inoltre il tempo libero e quello consacrato al lavoro si fondono sempre più: «Ci si aspetta che le persone rispondano immediatamente ai messaggi Whatsapp anche quando stanno lavorando. E nel tempo libero si risponde spesso alle e-mail di lavoro». Conclude Scheinegger. 

Di questa incapacità a tenere lavoro e tempo libero separati parla anche la psicologa Hildeberg Nibel: «Le attività di svago obbligatorie, come la sessione in palestra o la telefonata alla mamma, sono più simili al lavoro non retribuito», sottolinea in intervista a 20Minuten. «Il vero tempo libero è quello in cui non si hanno obblighi», aggiunge. 

Stando alla ricerca scientifica è importante avere almeno 30 minuti di tempo libero "reale" al giorno: «Questo tempo dovrebbe essere impiegato per riflettere su se stessi e per essere semplicemente presenti. Può sembrare poco, ma è stato dimostrato che ha un grande impatto sul benessere».

Ma cosa succede se viene a mancare? «Prima o poi si rischia l’esaurimento nervoso», avverte Nibel. «Il fatto che sentiamo di doverci costantemente mostrare e ottimizzare, anche nel tempo libero, è un segno della nostra meritocrazia», conclude. 

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