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SVIZZERA

«Accettiamo l'aumento di abbonamenti e biglietti, ma non i tagli di Berna»

«Ci sarà un ulteriore aumento dei prezzi o una riduzione dell'offerta», così l'Associazione traffico e ambiente ATA.
Tipress
«Accettiamo l'aumento di abbonamenti e biglietti, ma non i tagli di Berna»
«Ci sarà un ulteriore aumento dei prezzi o una riduzione dell'offerta», così l'Associazione traffico e ambiente ATA.
BERNA - «Siamo disposti ad accettare gli aumenti dei prezzi dei trasporti pubblici, ma non i tagli della Confederazione». Lo afferma l'Associazione traffico e ambiente ATA dopo il rincaro dei prezzi di abbonamenti e biglietti annunciato o...

BERNA - «Siamo disposti ad accettare gli aumenti dei prezzi dei trasporti pubblici, ma non i tagli della Confederazione». Lo afferma l'Associazione traffico e ambiente ATA dopo il rincaro dei prezzi di abbonamenti e biglietti annunciato oggi da Alliance SwissPass.

Quest'ultimo, considerata «l'inflazione» in corso, viene digerito dall'ATA, ma i tagli annunciati dalla Confederazione sono ritenuti «insostenibili»: «I risparmi nel settore del trasporto regionale e nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria avranno come conseguenza l'ulteriore aumento della spirale dei prezzi dei biglietti o la riduzione dell'offerta». Con la sua politica di austerità, viene evidenziato, «il Governo federale affossa i propri obiettivi di tutela ambientale e mina il previsto cambiamento della ripartizione modale a favore del trasporto pubblico».

«La riduzione dei contributi federali decisa dal Dipartimento delle finanze andrà in ogni caso a scapito degli utenti del trasporto pubblico», rileva il Presidente dell’ATA Ruedi Blumer. «O si assisterà a un aumento dei prezzi ancora più marcato, oppure si ridurrà l’offerta. In entrambi i casi i mezzi pubblici saranno indeboliti».

Negli scorsi anni in Ticino «si è assistito a un aumento molto marcato dell’offerta di trasporto pubblico, e la popolazione l'ha molto apprezzato», viene infine sottolineato. «Se però in futuro l'offerta si riducesse o diventasse sempre più costosa e quindi finanziariamente poco attraente, soprattutto rispetto all’automobile, ciò metterebbe a rischio la svolta nella mobilità, e vanificherebbe gli investimenti fatti finora».

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