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SVIZZERABerna conferma il proprio no: «Nessuna arma svizzera in Ucraina»

10.03.23 - 15:39
Il Consiglio federale è intenzionato a rispettare la legge sul «materiale bellico» e la sua «lunga tradizione in campo umanitario».
Tamedia
Berna conferma il proprio no: «Nessuna arma svizzera in Ucraina»
Il Consiglio federale è intenzionato a rispettare la legge sul «materiale bellico» e la sua «lunga tradizione in campo umanitario».

BERNA - «Nessuna arma svizzera finirà in Ucraina». Lo ha deciso il Consiglio federale nella propria seduta odierna. Il Governo, prendendo atto che anche il Parlamento ha discusso sulla riesportazione da parte di Paesi terzi di materiale bellico di produzione elvetica, ha riconfermato (una volta di più) la sua posizione non favorevole alla riesportazione del materiale bellico.

La decisione del Consiglio federale - si legge in una nota - si fonda «da un lato sulla legge federale sul materiale bellico» (LMB) e, dall'altro «sui suoi valori» e sulla «sua lunga tradizione di Stato neutrale e attivo in ambito umanitario, sul suo impegno a favore dei diritti umani e delle Convenzioni di Ginevra e, non da ultimo, sulla sua pratica internazionale in materia di mediazione per la pace».

«Neutralità non è indifferenza»
Berna precisa che «la neutralità» non significa «indifferenza» nei confronti dell'aggressione russa in Ucraina. «Difatti - precisa il Consiglio federale - in più occasioni la Svizzera ha condannato con fermezza l'aggressione chiedendo inoltre la cessazione delle ostilità e il ritiro delle truppe russe dall'intero territorio ucraino. Il nostro Paese poi - ricordano da Berna - riprende le sanzioni dell'Ue».

Richieste da Germania, Danimarca e Spagna
Nello specifico, Berna ha rifiutato le richieste ricevute (negli ultimi dodici mesi) da Germania, Danimarca e Spagna per il trasferimento di materiale bellico di provenienza elvetica all'Ucraina. «Dall'annessione russa della Crimea nel 2014 - ricorda il Consiglio federale - la Svizzera ha applicato il diritto di neutralità, parte del diritto internazionale consuetudinario, alle relazioni con la Russia e l'Ucraina. Questo approccio è rimasto invariato anche in seguito all'aggressione militare russa. In virtù dell'articolo 7 in combinato disposto con l'articolo 9 della quinta Convenzione dell'Aia del 1907, nelle esportazioni di armi va rispettato il principio della parità di trattamento». Oltre al diritto internazionale, occorre tenere conto anche del diritto svizzero in materia di controllo delle esportazioni. «Secondo l'articolo 22 della legge federale sul materiale bellico - conclude il Consiglio federale - le richieste di esportazione di materiale bellico non sono autorizzate se il Paese destinatario è implicato in un conflitto armato interno o internazionale, come nel caso di Russia e Ucraina».

COMMENTI
 
Fra Francesco 2 mesi fa su tio
Speriamo, armare il Zelensky, personaggio di estrema destra sarebbe scandaloso.
Pic73 2 mesi fa su tio
Ah meglio Putin allora? Lui di che estremità è invece? Ma dai evita certi commenti
RV50 2 mesi fa su tio
Siamo o non siamo una nazione indipendente e non soggetta ai ricatti UE quindi egregi parlamentari fantocci dell'UE volete smetterla di romperci .... e poi una domanda a me risulta , se non vado errato, che l'Austria facente parte dell'UE non abbia inviato materiale bellico in Ucraina ? se mi sbaglio qualcuno mi corregga
M70 2 mesi fa su tio
forse si stanno svegliando...di casini ne hanno già fatti tanti ..con la politica estera che abbiamo..
ONYX21 2 mesi fa su tio
Se era per qualcuno tipo Cassis la nostra neutralità era già evaporata.....
Princi 2 mesi fa su tio
la penso come té , ma non é finita ci stanno raggirando in un qualche modo
Fogliani 2 mesi fa su tio
Decisione perfetta !! Gli altri che dicano ciò che vogliono ma noi siamo questo è vogliamo continuare ad esserlo
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