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SVIZZERATrasporto transfrontaliero leale

23.02.22 - 14:30
La Confederazione propone una serie di modifiche della relativa legge «per garantire la concorrenza leale»
tio/20min/Davide Giordano
Fonte ATS
Trasporto transfrontaliero leale
La Confederazione propone una serie di modifiche della relativa legge «per garantire la concorrenza leale»

BERNA - Garantire la concorrenza leale tra le imprese attive nel trasporto stradale transfrontaliero e rafforzare la collaborazione con gli Stati dell'Unione europea. È questo l'obiettivo di una serie di modifiche di legge in merito alle quali il Consiglio federale ha avviato oggi una procedura di consultazione, che si chiuderà il 31 maggio.

Tra le misure previste - che si allineano a quelle varate di recente dall'UE - figura per esempio l'introduzione di un obbligo di licenza per le imprese che per il trasporto professionale di merci transfrontaliero impiegano autofurgoni con peso totale superiore a 2,5 tonnellate, precisa una nota odierna del Consiglio federale.

Finora le imprese necessitavano della licenza solo per veicoli di oltre 3,5 tonnellate, ciò che ha creato pari condizioni di accesso alla professione tra trasportatori con autofurgoni e quelli con autocarri. Continueranno invece a essere esclusi dalla norma i trasporti non professionali di materiale e attrezzatura di artigiani.

Nel mirino del Governo ci sono anche le "società bucalettere", spesso usate allo scopo di aggirare il divieto di cabotaggio o per approfittare di standard sociali inferiori per gli autisti. Per garantire il flusso di informazioni tra le autorità di controllo degli Stati UE e della Svizzera sarà pure adeguata la legge federale sull'accesso alle professioni di trasportatore su strada.

Il Consiglio federale propone anche una modifica della legge svizzera sui lavoratori distaccati, in modo da creare una base per lo scambio di informazioni e l'assistenza amministrativa da parte delle autorità elvetiche che consenta ad altri Stati di controllare che un'impresa con sede in Svizzera rispetti le condizioni di lavoro minime sul loro territorio.

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