Tipress (archivio)
ZURIGO
04.04.2020 - 08:320

«Ora si rischia una grave crisi nell’accoglienza dell’infanzia»

Kibesuisse bacchetta il Consiglio federale

ZURIGO - «Sbalordita». Così si definisce la Federazione svizzera delle strutture d’accoglienza per l'infanzia (kibesuisse) a seguito della non decisione, da parte del Consiglio Federale in merito al finanziamento dell’accoglienza extrascolastica e parascolastica dell’infanzia complementare alla famiglia. «Ciò - segnala la Federaione - ora minaccia una grave crisi per l’accoglienza dell’infanzia in Svizzera».

Comportamento «incoerente» da parte del Consiglio federale - «A metà marzo il Consiglio federale ha chiarito inequivocabilmente che le istituzioni della prima infanzia sono un servizio di prima necessità», sottolinea (kibesuisse). «Già allora il governo avrebbe dovuto esprimere il suo impegno relativamente al finanziamento del servizio stesso». Tuttavia, come precisa kibesuisse, nonostante l'urgenza, la decisione non è ancora stata presa. «È stato fatto invece un vago riferimento alle competenze cantonali in essere, non considerando la situazione eccezionale per le strutture d’accoglienza per l’infanzia in Svizzera».

«Fintanto che la Confederazione non darà un chiaro segnale che, insieme ai Cantoni, manterrà indenni le istituzioni della prima infanzia – nidi dell’infanzia, associazioni di famiglie diurne, centri extrascolastici - le strutture dipenderanno dalla continuità del versamento delle rette da parte dei genitori - prosegue kibesuisse -. Ciò porta alla situazione socialmente inaccettabile che le famiglie, già fortemente penalizzate, finanziano il mantenimento di servizi di prima necessità. Ciò non può accadere nell'interesse del Consiglio federale».

Secondo la suddetta Federazione, è invece fondamentale che il Consiglio federale «faccia tutto il possibile per il bene della nostra economia e che dopo l’emergenza Covid19 non si generi la minaccia di una crisi nell’accoglienza dell’infanzia. Una decisione anticipata su un sostanziale sostegno finanziario da parte del governo federale e dei Cantoni non è quindi un aspetto desiderato, bensì indispensabile. Queste questioni esistenziali per la nostra economia non possono essere messe in pericolo da divergenze politiche».

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