Hans-Rudolf Merz, molte critiche sul finire del percorso
BERNA - Partito con l'intenzione di risanare le finanze pubbliche, Hans-Rudolf Merz lascia dietro di sé un bilancio contrastato e se ne va sommerso dalla critiche per come ha gestito due vicende delicate: UBS e Libia.
Eletto in governo sulla scia di Christoph Blocher a fine 2003, l'esponente radicale, ormai 68enne, ha in qualche modo deluso le attese e l'anno di presidenza della Confederazione, nel 2009, non l'ha certamente favorito.
L'Appenzellese ha fatto una figura mediocre di fronte alla fronda internazionale contro la piazza finanziaria elvetica. Lui, ardente difensore del segreto bancario, ha finito con l'allentare i cordoni, ed è giunto perfino a rompere il tabù assoluto del mondo finanziario, evocando la possibilità di uno scambio di informazioni bancarie con l'Unione europea.
Il grande tesoriere si è spesso trovato imbarazzato in dichiarazioni intempestive, come nel caso del contenzioso con la Francia sull'utilizzo dei dati della banca ginevrina HSBC. E la sua testardaggine nel muoversi in solitudine quando il dossier UBS prendeva una brutta piega non lo ha di certo sottratto alle aspre critiche delle commissioni della gestione.
Quanto poi alla crisi con la Libia, il ministro delle finanze non ha atteso il rapporto della sorveglianza parlamentare. Si è recato a Tripoli nell'agosto del 2009 nel tentativo di ottenere il rilascio dei due ostaggi svizzeri, ma è rientrato a casa a mani vuote, non senza aver fatto concessioni giudicate inaccettabili da molti. Prima di questa estate, inoltre, il clima in Consiglio federale si è deteriorato con la notizia che era stato approntato un piano segreto per liberare i due svizzeri. Merz non ne sapeva nulla e non ha mancato di prendersela con i colleghi.
Sorretto dalla buona congiuntura e a furia di programmi di risparmio, Merz - esponente dell'ala economica liberale ed euroscettico - è riuscito a risanare i conti dello Stato, anche se con il sopraggiungere della crisi è stato costretto a contenere le proprie ambizioni.
Il suo progetto di sgravare la Confederazione da tutta una serie di compiti non ha mai smesso di essere ritoccato. Gli alleggerimenti fiscali a favore dell'economia, tema caro a Merz, sono andati avanti. Il consigliere federale può vantarsi di aver fatto accettare in votazione popolare, nel febbraio 2008, una riforma della tassazione delle aziende. Una bella vittoria dopo la sconfitta del maggio 2004 quando il popolo bocciò in modo risoluto un analogo pacchetto fiscale.
Oratore inesauribile, galante e poliglotta, Merz è padre di tre figli ormai adulti. La sua popolarità ha raggiunto l'apice nel settembre del 2008, quando ha avuto una grave crisi cardiaca, finendo in coma. Sembrava dovesse abbandonare la carica ed invece sorprese tutti rientrando in servizio come se nulla fosse accaduto, dopo soltanto sei settimane di convalescenza.
Ats




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