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MOTOGPDucati, sono cavoli amari (per gli altri)

20.05.21 - 14:47
Miller, Bagnaia e Zarco volano su rosse da sogno
keystone-sda.ch / STR (David Vincent)
Ducati, sono cavoli amari (per gli altri)
Miller, Bagnaia e Zarco volano su rosse da sogno
Non chiamateli outsider. A Borgo Panigale pensano in grande.

SCARPERIA E SAN PIERO - Dal nostro corrispondente, Leonardo Villanova

Se una rondine non fa primavera, due doppiette consecutive dicono che la Ducati è da Mondiale. E non con uno, ma ben tre piloti. Jack Miller, innanzitutto, l’unico finora a portare la rossa sul gradino più alto del podio, anche se, guardando alla classifica, in questo momento l’australiano è il fanalino di coda dei fortunati possessori di una GP22. Ma adesso che si è prima sbloccato e poi immediatamente confermato, il ragazzo dall’immagine spavalda ma dal cuore tenero può finalmente iniziare a dimostrare con i risultati tutto il bene di cui, da diversi anni, si dice di lui a livello di talento.

Le rosse puntano soprattutto su Francesco Bagnaia, che domenica il podio l’ha mancato per un nulla, chiudendo a meno di due secondi da Fabio Quartararo, che per un punto gli ha anche ripreso il comando della classifica generale. Un altro giro e la ciliegina sulla torta di Borgo Panigale sarebbe stata perfetta, ma con la seconda grande rimonta in tre gare, Pecco ha confermato quello che si era visto in questo primo scorcio di campionato. Oltre che velocissimo sul giro secco (anche se a Le Mans l’averla toppata alla fine gli è costata caro), l’ex campione della Moto2 sta dimostrando una solidità in gara che in prospettiva futura rappresenta una bella garanzia. Perché nella MotoGP di oggi, trovarsi in fondo e poi recuperare come ha fatto lui prima a Portimão (da 11° a 2°), e poi domenica in Francia (16° al via, 20° al 1° giro e poi 4°), è impresa piuttosto difficile. Ma Bagnaia, ora che ha capito come guidare e cosa poter chiedere alla Desmosedici, sta dimostrando una freddezza e una calma che nei momenti topici diventeranno armi preziose da sfruttare.

E poi, sempre più a suo agio nella zona alta della classifica, ecco Johann Zarco, tre volte secondo con la Pramac, che in vetta al Mondiale c’è già stato dopo la doppietta del Qatar, che sa come si vince un titolo, avendone già due di Moto2 in bacheca, e che non sembra curarsi troppo del fatto di non essere lui la pedina principale su cui la Ducati punta per andare a caccia del bersaglio grosso. E con i tre mastini della rossa che gli stanno attaccati alle caviglie pronti ad approfittare di ogni suo minimo passo falso, il Mugello prima e Barcellona poi, ci chiariranno anche molto su chi sia, e soprattutto sarà, il Quartararo di questo e dei prossimi anni. Finora, va detto, il francesino sta superando alla grande l’esame di pilota ufficiale Yamaha.

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