Sotto la tuta... tanta femminilità

Annika Sieff incanta e protesta: «I guadagni? Grande differenza tra uomini e donne»
«Non c’è niente di male ad abbinare l’attività sportiva e la femminilità»
Annika Sieff incanta e protesta: «I guadagni? Grande differenza tra uomini e donne»
«Non c’è niente di male ad abbinare l’attività sportiva e la femminilità»
MILANO - Le Olimpiadi sono un frullatore nel quale per due settimane entra (ed esce) di tutto. Si parla di sport (ovviamente) ma anche di tutto quello che c’è attorno. Il Villaggio olimpico, le strutture, i tifosi, le storie degli atleti… non c’è un argomento che non venga toccato. Lo storytelling è d’altronde parte integrante della magia dei Giochi, contribuisce a renderli più grandi, interessanti, globali. E contribuisce, a volte, a creare fenomeni.
Tra i tanti “argomenti” trattati a Milano-Cortina c’è anche quello dell’aspetto fisico. Quello degli atleti, chiaro, presentatisi sul palcoscenico olimpico per raggiungere un risultato sportivo e invece ritrovatisi famosi perché… belli. L’italiana Stefania Constantini per esempio, argento nel curling, divenuta improvvisamente oggetto del desiderio di buona parte dei maschi della Penisola. O il britannico Lawrence Taylor, protagonista nel bob a quattro. O, ancora, il fenomenale norvegese Johannes Klaebo, mostro capace di frantumare record e raccogliere medaglie e anche mostro… di bellezza. Altri? Protagonista nello slopestyle - argento dietro la nostra Mathilde Gremaud - la statunitense Eileen Gu era già una star prima dei Giochi, Roman Josi, ci dicono i beni informati, è molto apprezzato, e poi Jutta Leerdam, influencer da sei milioni di follower, compagna di Jake Paul ma soprattutto oro nel pattinaggio di velocità. C’è poi anche l’italiana Annika Sieff, che del suo sport, il salto dal trampolino, e del suo aspetto fisico ha parlato senza filtri.
«Ho scelto questa disciplina per l’adrenalina, anche se per praticarlo, da ragazzina, è stata dura - ha raccontato la 22enne alla Gazzetta dello Sport - Dovevo fare tre ore di bus al giorno da Cavalese. Mi alleno tutti i giorni per molte ore, serve costanza, e il mio sogno è un podio olimpico, ma ne riparliamo nel 2030. Quel che non va in questo sport è che, purtroppo, c’è grande differenza nei guadagni tra uomini e donne. Una star del salto maschile può arrivare al milione di euro l’anno. Una saltatrice invece non va oltre i 300’000 euro. Mediamente il guadagno, in quanto a premi, si aggira intorno ai 30’000 euro. E in più c’è lo stipendio del corpo di appartenenza».
Oltre allo sport c'è di più: «La mia passione sono le unghie: le modifico anche nelle pause tra una gara e l’altra e non chiamatemi sex symbol. Ma va, non lo sono. E anche se fosse... sarebbe merito di mamma e papà. Comunque non c’è niente di male ad abbinare l’attività sportiva e la femminilità. Lindsey Vonn, per esempio, è bellissima ed è una leggenda dello sci. Che dispiacere per quello che le è successo».








