Cerca e trova immobili
NHL

«Le mille partite in NHL? Sarebbe stato "figo" se le avessi raggiunte lo stesso giorno di Nino»

Roman Josi è il secondo giocatore svizzero a raggiungere questo prestigioso traguardo. Abbiamo chiacchierato con lui di questo, ma pure di Nazionale.
Imago
«Le mille partite in NHL? Sarebbe stato "figo" se le avessi raggiunte lo stesso giorno di Nino»
Roman Josi è il secondo giocatore svizzero a raggiungere questo prestigioso traguardo. Abbiamo chiacchierato con lui di questo, ma pure di Nazionale.
HOCKEY: Risultati e classifiche

NASHVILLE - Un altro svizzero ha raggiunto le mille partite in NHL. A poco più di un mese di distanza dall'amico Nino Niederreiter, nella serata del 22 gennaio anche Roman Josi ha infatti tagliato l'ambito traguardo. E lo ha fatto indossando solo e soltanto - primo e unico giocatore della storia - la maglia dei Nashville Predators. Franchigia della quale negli anni è diventato capitano e simbolo. E simbolo lo è divenuto pure dell'intera NHL se si pensa che il 35enne è "solo" il 23esimo difensore della storia (il quinto ancora in attività) a tagliare questo traguardo vestendo una sola maglia.

Draftato nel 2008 in 38esima posizione assoluta, Josi ha trascorso la sua prima stagione Oltreoceano in AHL, maturando esperienza con la casacca dei Milwaukee Admirals. Poi il numero 59 non ha più abbandonato il campionato più bello del mondo. E anzi né è diventato protagonista indiscusso. Tra le tante ottime stagioni - ben tre le presenze nell'All-Star Team - indimenticabile fu quella del 2019/20 quando l'oggi 35enne conquistò l'ambito "James Norris Memorial Thophy", il premio per il miglior difensore della NHL.

«Il Silver Stick? Devo ancora trovargli un posto» - E a quel riconoscimento, da una settimana, si è aggiunto anche un "Silver Stick", ovvero il premio che va ai giocatori che raggiungono le mille partite disputate nella Lega. «Non ho ancora avuto tempo di trovargli una sistemazione in casa, ma appena posso rimedierò», scherza Josi durante una Call in Zoom organizzata per diversi media svizzeri di lingua tedesca alla quale ha partecipato anche Tio.ch.

ScreenshotLa call zoom si è svolta ieri, mercoledì 28 gennaio.

«Sarebbe stato "figo" raggiungerlo lo stesso giorno» - Il fatto di non essere stato il primo svizzero a ricevere questo ambito premio non pesa assolutamente al capitano di Nashville. «Non sono deluso», precisa il difensore rispondendo a una nostra domanda. «Quest'estate io e Nino abbiamo parlato spesso di quando avremmo raggiunto questo traguardo. E ci dicevamo che sarebbe stato "figo" se l'avessimo raggiunto lo stesso giorno». Ma purtroppo a causa dell'infortunio patito da Josi le cose sono andate diversamente... «Il giorno in cui Nino ha toccato le mille partite - ricorda Josi - è stato comunque fantastico anche per me. Io e lui ci conosciamo dalla under-16, siamo grandi amici e ne abbiamo vissute di cose insieme sia in Nazionale sia a Nashville».

Due volte casa - La Nazionale Svizzera e Nashville. Due grandi storie d'amore (sportivo) per Josi. Due facce della medaglia della sua vita. Ma una volta finita la carriera in NHL dove si vede il 35enne? «È una domanda molto difficile. Sono a Nashville da ormai 15 anni. Qui ho conosciuto mia moglie. Qui sono nati i miei figli e qui vanno a scuola. E mi sento a casa. Ma la Svizzera resta la mia patria e il mio Paese natale. Li ho la famiglia e molti amici. La mia vita ora però è qui e spero di giocare almeno ancora un paio d'anni. Il mio futuro? Verosimilmente a Nashville, ma per ora è difficile da dire».

«Le Olimpiadi? Il livello è molto alto» - Passando all'altra "faccia" della medaglia, quella con incisa la bandiera rossocrociata, impossibile non parlare delle Olimpiadi di Milano-Cortina che inizieranno a breve. La Svizzera, dopo due argenti iridati, è pronta a scrivere qualcosa di grande? «Agli ultimi due mondiali siamo stati vicinissimi a vincere e non esserci riusciti fa ovviamente male», precisa Josi. «Ma le Olimpiadi sono ancora qualcosa di diverso. Il livello ancora più alto. Ci sono tutti i migliori giocatori della NHL e sarà speciale visto che mancavano da 12 anni. La Svizzera viene da un eccellente periodo ai mondiali e sappiamo di avere un'ottima squadra, ma alle Olimpiadi non sarà facile perché ci saranno tante nazioni forti e con giocatori incredibili».

Il rimpianto della Stanley persa - Giocatori incredibili come quel Sydney Crosby che nella stagione 2016/2017 diede uno dei più grossi dispiaceri sportivi a Roman Josi. Con Pittsburgh che strappò la Stanley Cup a Nashville. «Mi piacerebbe - conclude il numero 59 - giocare di nuovo una finale della Coppa Stanley con i Predators, ma ovviamente con un risultato diverso. L'atmosfera qui in città era comunque qualcosa di straordinario». Un altro ricordo indelebile fu l'esordio con la maglia del Berna. «Giocare davanti alla mia famiglia, agli amici di sempre e a tutti quei tifosi fu qualcosa di indimenticabile».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE