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«Siamo qui per colpa nostra»

Le Aquile, 11esime, rincorrono i play-in. Marc Gautschi: «Ora giochiamo finalmente sui nostri livelli, ma avremmo dovuto farlo tutto l’anno»
Freshfocus/archivio
«Siamo qui per colpa nostra»
Le Aquile, 11esime, rincorrono i play-in. Marc Gautschi: «Ora giochiamo finalmente sui nostri livelli, ma avremmo dovuto farlo tutto l’anno»
«È andato tutto un po’ storto fin dall’inizio. Abbiamo pagato i tanti infortuni e gli impegni in Europa. Ma non cerco scuse: a fine stagione, vada come vada, faremo le dovute riflessioni. Ora però vogliamo la top-10».
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GINEVRA - Avete presente quel compagno di classe che, dopo mesi deficitari, si metteva sotto e recuperava tutte le insufficienze in una settimana o poco più? È la speranza del Ginevra, che ha cambiato marcia ed è ancora “vivo”, in corsa per la...

GINEVRA - Avete presente quel compagno di classe che, dopo mesi deficitari, si metteva sotto e recuperava tutte le insufficienze in una settimana o poco più? È la speranza del Ginevra, che ha cambiato marcia ed è ancora “vivo”, in corsa per la top-10 a due partite dal termine. Con quattro vittorie filate le Aquile sono in rimonta e si sono riportate nel cuore della bagarre, a quota 68 punti. Un parapiglia col Bienne decimo a +1, l’Ambrì nono a +2 e il Langnau ottavo a +3. Può succedere davvero di tutto, calcolando che alle spalle ci sono anche il Rappi e il Lugano, da affrontare stasera a Les Vernets.

«Siamo in corsa, ma se ci troviamo in questa situazione è solo per errori nostri», interviene Marc Gautschi, ds dei ginevrini, campioni svizzeri nel 2023 e sul tetto d’Europa nel 2024. «Dopo l’ultima pausa per le Nazionali abbiamo finalmente cominciato a giocare sui nostri livelli, ma è così che avremmo dovuto fare tutto l’anno».

Invece, tra un infortunio e l’altro - passando anche per il cambio di coach - non è stato il caso.

«È andato tutto un po’ storto fin dall’inizio. Non cerco alibi e voglio essere chiaro, ma nessuna squadra, nemmeno lo Zurigo, può vincere le partite con una media costante di 7-8 infortunati. Il campionato, anche coi 6 stranieri, è molto equilibrato. Le troppe assenze le paghi a caro prezzo».

Anche la Champions, dove avete cercato di difendere il titolo, ha pesato.

«Senza dubbio. Se poi però non raggiungi la finale e non la giochi in casa… ti penalizza e basta. In gennaio abbiamo disputato 17 partite in 30 giorni. Non è molto normale. In altre leghe non fai 4 partite in 6 giorni. Però noi siamo partiti per fare il meglio possibile e andare fino in fondo anche in Europa. Non l’abbiamo “mollata”. È nella cultura del nostro club. Ripeto, non cerco scuse, ma sono fatti concreti. Ciò non toglie che da due anni ci sono tanti giocatori che stanno deludendo e sono al di sotto del loro livello».

Restare fuori dalla top-10 sarebbe un fallimento.

«Assolutamente. Con una squadra del genere non puoi rimanere fuori. A fine stagione, anche se dovessimo farcela e arrivare e raggiungere pure i playoff, ci saranno da fare le dovute riflessioni».

Stasera affrontate il Lugano, che per la top-10 avrebbe bisogno di un miracolo sportivo e rischia seriamente di chiudere 13esimo.

«Anche loro hanno qualità e tutti li davano nella top-6, ma tutto si è complicato. Hanno avuto anche molte assenze a partire da Van Pottelberghe. Si entra in un buco ed è difficile uscirne. Però, tutto sommato, anche loro possono ancora farcela e hanno un obiettivo per cui lottare. Per questa sfida sappiamo di dover fare attenzione, è importantissima per entrambi. Noi sappiamo che vincendo con Lugano e Berna (sabato nell'ultimo turno, ndr) saremmo dentro».

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