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Tutto (o quasi) perfetto

Dubbi svaniti, al Lugano resta l’ambizione
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Tutto (o quasi) perfetto
Dubbi svaniti, al Lugano resta l’ambizione
Vittoria pesantissima, i bianconeri possono sognare.
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LUGANO - Serve grande intelligenza. Per capire i vari momenti della partita, per applicare la tattica giusta, per gestire forze ed emozioni. 

E questo Lugano, quello che, al termine di un incontro complicatissimo, è riuscito a uscire dalla Stockhorn Arena con i tre punti in tasca, è una squadra estremamente intelligente. In casa della prima della classe, in un match che avrebbe potuto far svanire quasi definitivamente i loro sogni di gloria (scivolare a -15 avrebbe avuto il “sapore” della sentenza), i bianconeri hanno infatti fatto tutto alla perfezione. O quasi. Hanno comandato le operazioni contro un rivale che a lungo ha pensato solo a difendersi. Bene, certo. Hanno poi, una volta finita la benzina, arretrato il baricentro del loro gioco, cedendo l’iniziativa ma non rimanendo passivi. Hanno, infine, affrontato in maniera propositiva l’inferiorità numerica. Ovvero, linee strettissime e voglia di “ripartire”. Risultato? Hanno sofferto - e una volta ancora devono prendere in considerazione di fare un monumento a Saipi, capace di firmare almeno due-tre interventi decisivi - hanno retto il colpo, hanno trovato la zampata vincente. I meriti? Oltre a quelli del già citato portiere, in tanti hanno strappato applausi. Mister Croci-Torti in primis, che con i cambi ha mandato un messaggio chiaro ai suoi. Poi, ovviamente i subentrati: Koutsias e Cassano hanno dimostrato di non essere riserve bensì, affidabili e pronti all’uso, titolari aggiunti. La coppia Mai-Papadopoulos, infine, argine sul quale la manovra del Thun ha spessissimo finito con l’infrangersi. Qualche nota stonata, da Behrens a Cimignani, nel sabato di Thun è suonata; questa non ha in ogni caso levato spessore a una melodia che ora i tifosi bianconeri trovano dolcissima. 

La squadra ha un’identità precisa, la rosa è “profonda”, il tecnico ha ritrovato serenità. Certo sbilanciarsi, tenuto anche conto che i protagonisti sono gli stessi crocifissi solo qualche settimana fa, non è saggio; questo Lugano sembra in ogni caso avere tutto per dire la sua fino alla fine. La fine, però, è ancora lontana. Meglio pensare a mercoledì, quando i ticinesi saranno in campo per il recupero con il San Gallo. Una vittoria varrebbe il secondo posto della classifica…

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