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De Zerbi controcorrente

L'allenatore italiano del Marsiglia Roberto De Zerbi ha provato a dare la sua lettura alla grave situazione di crisi che stanno attraversando gli azzurri
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De Zerbi controcorrente
L'allenatore italiano del Marsiglia Roberto De Zerbi ha provato a dare la sua lettura alla grave situazione di crisi che stanno attraversando gli azzurri
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ROMA - L'Italia è in piena crisi d'identità. Cosa sta succedendo? L'ultima apparizione azzurra a un Mondiale risale ormai al lontanissimo 2014 e - al recente Europeo giocato nell'estate scorsa in Germania - l'allora selezione di Luciano Spalletti e...

ROMA - L'Italia è in piena crisi d'identità. Cosa sta succedendo? L'ultima apparizione azzurra a un Mondiale risale ormai al lontanissimo 2014 e - al recente Europeo giocato nell'estate scorsa in Germania - l'allora selezione di Luciano Spalletti era uscita prematuramente agli ottavi di finale proprio contro la Svizzera.

Una lettura della grave situazione ha provato a darla Roberto De Zerbi, allenatore del Marsiglia. «Da italiano che lavora all’estero, fa ancora più male - ha dichiarato il 46enne a Supernova - Io la penso in maniera diversa da quello che si sente o si sente in parte. Sento che è un periodo storico in cui facciamo fatica a sfornare giocatori di un certo livello. Sicuro si starà sbagliando qualcosa. Io non sono nessuno per dire di chi è colpa, sicuro non di tutti gli allenatori che si stanno avvicendando in panchina. Alla lunga penso che non è più il tempo di Totti, Del Piero, Inzaghi, Montella o Vieri in cui non sapevi chi portare. Ora questa cosa ce l’ha la Francia, la Spagna ma l’Italia no».

Andando più a fondo, dove albergano quindi i problemi dell'Italia? «Abbiamo qualche giocatore forte come Barella, Bastoni, Tonali, Locatelli; però è un periodo in cui non riusciamo a sfornare un certo livello. Contro la Norvegia non c’era mentalità o amor proprio e anche quello fa parte del livello. Cosa è successo: l’Italia va in Norvegia, dove fa più freddo e trova una squadra molto forte. Il campionato è finito ieri e la stagione è stata pesante: non per tutti è facile preparare una partita come quella. Io parto sempre dal calciatore e si fa fatica ora a trovare talento. Io penso proprio che il livello sia basso. È colpa di tutti quelli che fanno parte del sistema».

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